L’Ice Bucket Challenge diventa un gelato
Iniziativa della Cremeria Capolinea: per ogni chilo venduto doneranno 16 euro contro la Sla
REGGIO EMILIA. Quando gustarsi un buon gelato fa bene alla ricerca. Simone De Feo della “Cremeria Capolinea” di viale Simonazzi a Reggio ha pensato di contribuire, a modo suo, alla “Ice Bucket Challenge” trasformandola in “Ice Cream Bucket Challenge”. Insomma, dopo essere stato nominato da un collega per partecipare al “gavettone” che impazza sul web a favore della Sla (Sclerosi laterale amiotrofica), ha deciso di farsi una doccia freddissima, di continuare la catena nominando alcuni amici e di fare in più qualcosa di veramente concreto per i malati di Sla. «Lavoro in una gelateria – ci racconta lo stesso Simone De Feo - ecco che ho deciso di fare un gusto di gelato speciale e di contribuire a modo mio alla ricerca. Ho seguito alcune polemiche legate al fatto che molte persone partecipano all’Ibc senza fare un versamento e non lo trovo giusto». Ecco dunque che lui ha voluto staccarsi, pensando a un contributo vero e proprio ma originalissimo. «Ho preferito rendere partecipi i miei clienti» prosegue.
Così è nato il gusto “Tropical dream”, ideato insieme al suo collaboratore di fiducia Matteo Razzini, che mixa crema di ananas, mango, passion fruit e grue di cioccolato.
Fino al 15 settembre questo gusto di gelato è in vendita con tanto di insegna che indica che è legato all’Ice Bucket Challenge. «L’ultimo giorno vedremo quanti chili ne sono stati venduti e li moltiplicheremo per sedici euro, il prezzo al chilo del gelato qui da noi». Per correttezza, chi andrà in gelateria, troverà poi, alla fine dell’iniziativa dopo il 15 settembre, un cartello con indicata la cifra donata attraverso questa particolare iniziativa.
«Al momento la gente è incuriosita e sta partecipando molto scegliendo questo gusto. Alcuni l’hanno scoperto direttamente varcando la soglia della gelateria, altri ci seguono sulla nostra pagina Facebook e hanno letto lì la nostra proposta. C’è addirittura chi è venuto apposta – conclude - In soli primi tre giorni ne abbiamo già venduti circa 15 chili». Tutto ciò è la dimostrazione che anche un piccolo gesto può essere fondamentale.
Cristina Fabbri
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