Appalto barellieri, i sindacati da Vecchi
Domani un presidio in piazza Prampolini e l’appello al sindaco: «Fermi la privatizzazione dell’ospedale»
REGGIO EMILIA. Si riaccende lo scontro tra sindacati di categoria della sanità e il Santa Maria Nuova sulla decisione della direzione aziendale di affidare a una ditta esterna, a partire dal mese di ottobre, il trasporto e l'accoglienza dei pazienti in arrivo al Pronto soccorso. Per protestare contro questa decisione che i sindacati giudicano «iniqua e ritorsiva verso il mancato accordo sull'orario di lavoro degli infermieri nel periodo estivo», domani mattina alle 11 attueranno un presidio di protesta in piazza Prampolini, al termine del quale sperano di poter incontrare il sindaco Luca Vecchi per sollecitare un suo intervento per bloccare la decisione della direzione.
L'appalto per il servizio di trasporto è stato aggiudicato alla società Croce Amica One srl sulla base di un'offerta risultata inferiore di poche migliaia di euro a quella della reggiana Croce Verde Onlus, che già da anni effettua tutta la restante parte di servizio di trasporti degli infermi all'interno dell'Arcispedale. L'appalto per il servizio di trasporto e accoglienza, ha la durata di quattro anni e ha un importo complessivo di 2 milioni di euro.
A parere dei sindacati, «è stata svenduta la qualità dell'Arcispedale Santa Maria Nuova e la sicurezza del paziente, in quanto è la prima volta che un'azienda privata fa il suo ingresso nella sanità pubblica in tutta la Regione». A questo si aggiunge sempre a detta dei sindacati «la perdita di una ventina di posti di lavoro». E i sindacati hanno anche ribadito la loro contrarietà alla scelta di utilizzare il metodo dell'appalto al massimo ribasso che «è una modalità che ha rivelato tutta la sua inadeguatezza. E - hanno chiosato - se questo vale per Iren a maggior ragione deve valere anche la sanità. Questa operazione - hanno sostenuto ieri i rappresentanti dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e della Fials - consentirà un risparmio dello 0.10% del costo annuale per la spesa del personale che ammonta a 135 milioni di euro, ma per contro saranno mandati a casa una ventina di lavoratori precari a cui i contratti non saranno rinnovati».
Inoltre il servizio attualmente assicurato da dipendenti dell'Arcispedale, con l'esternalizzazione vedrà quei destinati ad altri compiti e ciò comporterà una riduzione del loro stipendio annuo di circa 2mila euro. Uno spostamento che comporterà il mancato rinnovo dei contratti ad altrettanti lavoratori precari, alcuni dei quali, rimarcano i sindacati, stavano maturando il diritto all'assunzione. Tutti argomenti che i sindacati vogliono affrontare con il sindaco Luca Vecchi.
Roberto Fontanili
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