«Cispadana, espropri ma a prezzi giusti»
Reggiolo: il progetto dell’autostrada divide sindaci e imprenditori da cittadini e ambientalisti. Ecco i pro e i contro
REGGIOLO. L'autostrada Cispadana, non essendo un’opera cantierabile a breve, è uscita dal decreto del Governo “Sblocca Italia” ma rientrerà presto nei programmi delle opere del Patto di Stabilità. Non si tratta, quindi, di una bocciatura ma di un semplice “congelamento” che comporta un rinvio di circa un anno. I sindaci reggiani interessati dal tracciato della nuova infrastruttura non sono preoccupati: pazienza il rinvio di un anno ma l’importante è che l’opera si faccia.
I ritardi sono dovuti alle numerose richieste di opere compensative che hanno inevitabilmente fatto slittare i costi.
Ciò che però potrebbe allungare i tempi di realizzazione dell’autostrada Cispadana sono gli espropri. Gli agricoltori hanno già detto che se verrà offerto un congruo compenso, che non dovrà andare al di sotto dei 10 euro al metro quadro, agevoleranno gli iter burocratici; in caso contrario non se ne farà nulla e tutto finirà in battaglie legali.
FAVOREVOLI. A favore dell’autostrada Cispadana si è schierato il direttore di Confagricoltura Roberto Iotti a condizione che vengano tutelati gli interessi degli agricoltori: «Tutte le opere compensative devono essere meglio definite e le aziende devono avere le necessarie garanzie per il buon funzionamento delle loro attività. Le associazioni di categoria hanno già espresso la propria intenzione di istituire un tavolo di confronto per calcolare le indennità degli espropri».
Matteo Caramaschi, di Confcooperative, aveva criticato la Provincia di Reggio per la vendita delle quote di Autobrennero: «Rischiamo di non avere voce in capitolo avendo solo, nella nostra provincia lo sbocco del casello Reggiolo-Rolo. La bretella è di grande importanza in vista di uno spostamento est-ovest. Una soluzione che potrebbe creare un polo di attrazione per nuovi investitori dal punto di vista commerciale ed imprenditoriale».
E Mauro Severi presidente di Unindustria di Reggio ha dichiarato: «Riteniamo l’arteria autostradale un’opera importante che risponderà ad una esigenza di miglioramento della dotazione infrastrutturale della bassa reggiana. Si tratta di una porzione di territorio che presenta una concentrazione di attività produttive di eccellenza e di primo ordine e che, come tale, va reso competitivo anche dal punto di vista delle infrastrutture di collegamento. Riposizionare il sistema locale in una rete più ampia di relazioni economiche e sociali, rappresenta un importante volano e un'occasione che non può essere persa».
CONTRARI. C’è chi pensa che la nuova autostrada Cispadana sia sì un’opportunità, ma “devastante” come nel caso di Fausto Bocceda, membro della Consulta frazionale di Villanova di Reggiolo e presidente della “Strada interpoderale Fantozza” che collega i terreni agricoli di quattro importanti proprietari di aziende agricole. Da quando si è cominciato a parlare di questo nuovo tracciato, Bocceda si è sempre dimostrato critico. Non sono pregiudiziali le sue ma osservazioni tecniche. Bocceda ha già inviato all'ufficio protocollo del Comune di Reggiolo una serie di note che spera possano essere tenute in giusta considerazione anche se, ad oggi, nessuno lo ha mai interpellato per discuterne il contenuto.
Bocceda considera l'autostrada Cispdana un doppione rispetto al tracciato di 32 Km che da Bologna dovrebbe collegare la A1 e la A14.
«Che non ci vengano a dire che l’autostrada Cispadana serve al distretto biomedicale di Mirandola anche perché si potrebbero adeguare le strade provinciali già esistenti – ha esordito Bocceda – Ha invece senso parlare di superstrada “Cispadana” per un miglior collegamento Parma – Ferrara per la quale verrebbe utilizzato un quarto dei 2mila ettari di terreno che servirebbero per la realizzazione dell’autostrada facendo ricadere i costi non sui soli utenti ma sull’intera collettività. Solo a Reggiolo verrebbe cambiato il raccordo che, da nord di Villanova, verrebbe o spostato più a sud. E a chi giova tutto questo? C’è però da tenere conto di un diverso assetto idrogeologico. In questa zona dovrebbe essere costruito un sottopasso profondo 6-7 metri. A soli 3 metri ci sono canali di bonifica e il cavo Fiuma. Con gli eventi atmosferici violenti di questi anni come verrà canalizzata l’acqua piovana? Dove andrà? Io pretendo pari dignità – ha detto Bocceda – Pretendo che il business tra i costruttori dell’autostrada sia pari al business degli proprietari agricoli. Sul fronte degli espropri, dato che per la Tav sono stati concessi dai 12 ai 14 euro al metro quadro, siamo disposti ad aprire un tavolo di confronto ma non andremo al di sotto dei 10 euro al metro quadro. In caso contrario saremo pronti a presentare numerosi ricorsi. Questa “opportunità” come la chiamano i politici, che per me invece è “devastante” - ha concluso Bocceda – deve essere trasparente e partecipata».
Dello stesso parere, anche se con toni meno accesi, è Mauro Troni della Consulta frazionale di Brugneto che aggiunge: «L’autostrada Cispadana risolverebbe molti problemi di traffico (grazie anche al raccorso Reggiolo-Tagliata ch toglierebbe il traffico dalla Sp2) ma l’impatto ambientale e lo smog che ne deriverà devono essere oggetto di attente analisi e discussioni».
Mauro Pinotti
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