Dal Bianello una “lezione” per Rossena
Quattro Castella: il Comune elogia la gestione pubblico-privata del suo castello, da aprile ad agosto tremila visitatori
QUATTRO CASTELLA. Comune e privati insieme per gestire un simbolo del territorio. Nei giorni in cui di discute del futuro del castello di Rossena, vicino a Canossa – messo in vendita dalla Diocesi per motivi economici – e dei beni architettonici e monumentali sul territorio, non c’è bisogno di andare lontano: i “cugini” di Quattro Castella hano un esempio positivo, il castello del Bianello. Una rocca che appartiene – tanto quanto Rossena – al circuito matildico principale, alcuni anni fa comprato dal Comune e affidato per una gestione ricettiva e culturale a realtà private con “sensibilità” adeguate al contesto. E che in questo 2014 ha fatto segnare buoni numeri, con migliaia di presenze.
Un possibile modello da seguire, anche pensando ad alcune delle ipotesi uscite per il futuro di Rossena: da museo matildico, come sostiene lo studioso reggiano Roberto Villa, a struttura privata gestita in maniera adeguata alla sua storia, come suggerisce Paolo Golinelli, docente di storia medievale a Verona, esperto del periodo matildico. Golinelli indica nelle rocche veronesi del Soave, sino a quelle della zona di Marostica, nel vicentino, come modelli da analizzare.
Il Bianello, nei pressi del quale venne combattuta la principale battaglia difensiva delle truppe canusine fedeli al papato contro l’imperatore tedesco, appartiene al Comune di Quattro Castella dal 2002. Un acquisto frutto di un lungo lavoro di ricerca fondi, possibile 12 anni fa e oggi probabilmente difficile anche solo da concepire, un investimento che ora inizia a dare frutti. E contributi: dall’Unione Europea in questo periodo sono arrivati 2,5 milioni di euro per interventi di recupero sulla Torre, la Casa delle Scuderie, la Corte degli Ulivi, il portone di accesso.
Il Bianello è diventato sede di studi architettonici e di campagne di scavi archeologici, nell’area del Monte Lucio, curate dalle università di Bologna e Ferrara. La Confraternita dell’Aceto Balsamico Tradizionale ha allestito nella Torre una bella acetaia con sale espositive sulla storia e i metodi di produzione dell’aceto.
Nelle vicinanze si trova poi l’Oasi Lipu, molto frequentata. Di recente la rocca ha aperto completamente i battenti al pubblico. Il Comune ha creato un bando per la gestione del ristorante, dell’organizzazione eventi e della rete di percorsi escursionistici, vinto da una Ati (associazione temporanea di impresa) che mette insieme ristoratori, operatori turistici e culturali da anni attivi in Appennino. Alcuni mesi, con l’arrivo dell’estate, il ristorante ha iniziato a funzionare a pieno ritmo nella Casa delle Scuderie, il caseggiato ai piedi del castello vero e proprio, recuperato grazie ad un intervento parzialmente finanziato dall’Unione Europea. A breve partiranno poi escursioni fra complesso monumentale e i boschi e i sentieri dell’area verde. Il Bianello è poi disponibile come sede, e di lusso, per eventi pubblici e privati, con la possibilità di avere un servizio di catering.
I numeri delle visite guidate, infine, raccontano di una bella crescita, aiutata anche dalle aperture serali con le visite in notturna. Da aprile ad agosto le presenze sono state circa tremila, quasi il doppio rispetto al 2012 e al 2013. Vanno poi aggiunte le animazioni organizzate dall’associazione Anni Magici, che coinvolgono bambini provenienti dal Nord Italia e che porta il numero complessivo vicino a quota diecimila. In un contesto simile, anche una gestione “in affitto” di Rossena potrebbe avere vantaggi per la diocesi come per i gestori.
Adriano Arati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
