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Festareggio, una vedova chiede giustizia a Orlando

Festareggio, una vedova chiede giustizia a Orlando

Valeria Bigi si è fatta largo per parlare al ministro dell’omicidio del compagno . Lorenzo Burani è stato ucciso a Modena il 26 settembre dell’anno scorso

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REGGIO EMILIA. Si è fatta largo tra il pubblico e la sicurezza, con un solo obiettivo: chiedere di essere ascoltata. È quanto avvenuto martedì sera a Festareggio, dove il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, era ospite del dibattito “La stagione delle riforme: una giustizia efficiente per i diritti e lo sviluppo”, nella tenda centrale. È qui che si è recata Valeria Bigi, compagna di Lorenzo Burani, il 38enne scultore di Barco di Bibbiano ucciso la sera del 26 settembre dello scorso anno a Lesignana, una frazione di Modena.

La donna, rimasta sola con una figlia di otto anni, ha cercato in ogni modo di incontrare il Guardasigilli prima dell’inizio del dibattito. E, dopo essere stata inizialmente fermata, non ha desistito ed alla fine è riuscita ad avere un colloquio privato con il ministro, anche in seguito all’intermediazione del segretario provinciale del Pd, Andrea Costa.

Un colloquio riservato, durante il quale con ogni probabilità Valeria Bigi ha chiesto giustizia per l’uccisione del suo compagno: un delitto per il quale con rito abbreviato il prossimo 27 ottobre si terrà in Tribunale a Modena il processo contro Giovanni Nebbioso, 51enne disoccupato, accusato dell’omicidio dopo averlo confessato ai pm e dopo aver detto di essersi pentito. Erano circa le 22 del 26 settembre scorso quando venne ucciso Lorenzo Burani, mentre era impegnato in un trasloco che stava facendo per aiutare un suo amico, il 74enne Alessandro Pica, in via Sabatin a Lesignana, frazione di Modena.

Burani è stato ucciso da Nebbioso con quattro colpi di pistola (un quinto lo avrebbe ferito a una mano) sparati dalle scale. Nebbioso ha sempre sostenuto di essere stato in preda a un raptus, giustificando il suo gesto con il fatto che Burani lo offendeva per la sua condizione di disoccupato senza un soldo in tasca, e che le battute del bibbianese gli avrebbero creato un profondo risentimento, spingendolo ad ucciderlo al loro incontro successivo. Una spiegazione che non è mai andata giù al legale dei familiari della vittima, rappresentati dall’avvocato Wainer Burani, che ha sempre dichiarato di non credere al raptus, parlando invece di un gesto meditato. Una tragedia che ha seminato profondo dolore e incredulità nella comunità di Barco, dove Burani viveva in via Rasori proprio insieme alla sua compagna, all’anziano padre di lei, nel frattempo scomparso, e alla figlia della coppia, per un delitto che ancora oggi resta per certi versi inspiegabile. E sul quale Valeria Bigi ha chiesto giustizia al ministro.

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