L’Appennino ricorda il sacerdote partigiano
Toano: il 26 settembre la giornata dedicata a don Domenico Orlandini, nome di battaglia “Carlo”
TOANO. Un momento solenne, dedicato alla memoria di don Domenico Orlandini, il partigiano Carlo, è stato organizzato dalle associazioni partigiane Alpi-Apc insieme ai Comuni di Toano e Villa Minozzo per il prossimo 26 settembre. In quella data avverrà infatti lo spostamento dei resti del parroco combattente dalla tomba di Pianzano di Carpineti – dove fu sepolto al momento della sua morte, il 18 ottobre 1977 – all’interno del sacrario delle Fiamme Verdi a Ca’ Marastoni, complesso edificato nel 1971 e completamente restaurato nel 2008, che sorge sul luogo dove il 1 aprile del 1945 proprio le Fiamme Verdi, insieme al battaglione alleato con paracadutisti inglesi e partigiani russi, sconfissero le forze tedesche affiancate dai soldati della Rsi. Il programma della giornata di ricordo e tributo a don Domenico, protagonista della Resistenza cattolica in Appennino, prevede il ritrovo alle 16 sul sagrato antistante la cappella del sacrario, alle 16.30 la messa celebrata dall’arcivescovo e ordinario militare per l’Italia monsignor Santo Marcianò, e a seguire i saluti dei sindaci di Toano (Vincenzo Volpi), di Villa Minozzo (Luigi Fiocchi) e del presidente dell’Alpi-Apc (Danilo Morini). Nato nel 1913 e deceduto a Pianzano nel 1977, don Orlandini è stato uno dei pochi sacerdoti cattolici che, ignorando le regole canoniche, hanno impugnato le armi contro i nazifascisti. Non a caso era amico di don Pasquino Borghi, medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Don Domenico era parroco a Poiano di Villa Minozzo quando, dopo l’armistizio, si adoperò per il salvataggio di moltissimi prigionieri. Nella primavera del 1944, paracadutato sull’Appennino reggiano, organizzò i collegamenti tra partigiani e Alleati. Nel mese di giugno, Carlo (questo il nome di battaglia di don Orlandini) partecipò ai combattimenti che, il giorno 8, portarono alla liberazione di Ligonchio, alla creazione della Repubblica di Montefiorino e poi all’amministrazione della Zona libera, nella quale Carlo operò come intendente delle formazioni partigiane reggiane. I suoi uomini si distinsero soprattutto nei combattimenti del Monte Prampa , Costabona e appunto nella battaglia di Ca’ Marastoni. Dopo la Liberazione, don Orlandini fu decorato dagli inglesi con la Victoria Cross. (l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
