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Boom a ingegneria, facoltà che dà lavoro

Boom a ingegneria, facoltà che dà lavoro

Iscrizioni con un +25% nella sede reggiana, dove si è svolta la prova. Secondo i dati i laureati trovano subito occupazione

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REGGIO EMILIA. La prima prova da superare era trovare l’ingresso del padiglione Buccola, sede della facoltà di Ingegneria nel Campus San Lazzaro, in mezzo a cantieri aperti e ad una viabilità che ti obbliga ad entrare dalla quasi nascosta via Doberdò. La seconda era rispondere esattamente ad almeno 24 delle 80 domande su cui è articolato il test di valutazione per l’accesso ai corsi di Ingegneria Gestionale e Meccatronica. Superati questi ostacoli, per i 197 studenti che ieri mattina hanno affrontato la prova di ammissione ai due corsi di laurea nella sede reggiana dell’Università si apre un percorso che si potrebbe concludere con un ingresso sicuro nel mondo del lavoro. Secondo i dati Alma Laurea relativi allo scorso anno, infatti, dopo la laurea il 96% degli aspiranti ingegneri impiega meno di un anno a trovare un’occupazione stabile e il restante 4 % impiega al massimo tre anni. Numeri che trovano conferma anche nei dati Unioncamere, secondo i quali proprio gli ingeneri sono tra le figure più richieste dalle aziende del nostro territorio. E l’aumento delle iscrizioni nella nostra università, pari al 25%, lo conferma. Come fa anche il direttore della Facoltà, l’ingegnere Eugenio Dragoni rimarcando «il trend di crescita ai due corsi che si tengono a Reggio, passate dalle 180 iscrizioni dello scorso anno alle 197 di quest’anno». Gli iscritti al test, inizialmente, erano quasi 250 studenti, poi qualcuno ci ha ripensato, ma l’incremento è costante nel tempo.

A partire da Ingegneria Gestionale, il corso più gettonato, con 143 iscritti e il 30% circa di ragazze: percentuale che precipita al 5% a Meccatronica, dove gli iscritti sono 97. «Un peccato», dicono sia Dragoni sia la professoressa Luisa Malaguti, responsabile dei test, sottolineando «la forte capacità di attrazione negli ultimi anni della sede reggiana, non solo verso residenti nella nostra provincia, ma anche da altre province e regioni». Secondo i dati sui partecipanti al test di ieri (un’età media intorno ai 20 anni, con un 3% circa di studenti lavoratori), il 50% degli iscritti era residente nella nostra provincia, il 30% in quella di Modena, l’11% è arrivata da altre regioni (Lombardia, Campania, Puglia e Sicilia). Un 7%, infine, è rappresentato da studenti di origine straniera. «I test sono complessivamente difficili e richiedono una buona preparazione di base», è il giudizio dei docenti. Ma alla fine c’è spazio per tutti. Dai geometri, ai periti industriali e perfino a chi arriva dai corsi di recupero dell’Ars et Labor. Gli studenti alla domanda sulle difficoltà del test hanno risposto invariabilmente con un «erano abbordabili». Poi piano sono aumentati gli «insomma» e sono arrivati anche tanti «speriamo che sia andato bene» Più passavano i minuti e più i dubbi aumentavano, ma in ogni caso si trattava di un test di valutazione e bastava azzeccare almeno 24 risposte. Chi non arriva a questa soglia, per iscriversi dovrà ripetere il test e sostenere un esame integrativo.

Roberto Fontanil

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