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E’ guerra al nuovo supermercato

E’ guerra al nuovo supermercato

Confesercenti: perogni posto creato dai grandi centri se ne perdono 6 nei negozi, costretti a chiudere

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REGGIO EMILIA. Dopo il bagno di folla che ha fatto da contorno all’inaugurazione del nuovo Eurospar di via Regina Elena, con tanto di traffico in tilt, c’è chi avanza i primi dubbi. A partire dal tema “occupazione”: ma sarà vero che l’apertura del nuovo punto vendita consentirà un picco dei posti di lavoro?

A domandarselo è Dario Domenichini, presidente provinciale di Confesercenti, che si dà anche una risposta. Assolutamente negativa.

«Questa settimana è stato inaugurato il nuovo Eurospar di Reggio - esordisce Domenichini -. L’apertura è stato un indubbio successo: nella giornata di martedì 2 settembre si è registrata la presenza di un numero consistente di reggiani, incuriositi ed attratti dal ritorno della nostra città del gruppo austriaco. L’apertura del supermercato ha parallelamente registrato l’entusiasmo dei più. L’iniziativa, infatti, consente la riqualificazione di una parte del nostro territorio urbano, aumenta l’offerta per i consumatori e, forse più di tutto il resto, dimostra ad un territorio che sta attraversando una crisi senza precedenti, che il nostro è un luogo in cui vale anche la pena investire».

I ma arrivano quando si parla di nuovi posti di lavoro. «Nell’ambito degli entusiastici commenti - prosegue Domenichini - in diversi hanno sottolineato anche l’impatto positivo che il centro commerciale ha sull’occupazione. Sul punto mi permetto di dissentire. Nel corso degli anni, sono stati diversi gli studi che hanno affrontato l’argomento. Ora, se indubbiamente, nell’immediato l’apertura di un centro commerciale crea nuova occupazione è altrettanto vero che, la presenza commerciale del nuovo soggetto genera effetti negativi sul mercato di riferimento. A titolo meramente esemplificativo, è stato calcolato che nel corso del decennio scorso, la superficie di vendita della grande distribuzione è cresciuta del 65% circa. Nel frattempo i piccoli negozi sono diminuiti di oltre 51.000 unità. Se si considera che mediamente una piccola attività commerciale dà lavoro a circa 2,5 addetti, si stima che si sono persi quasi 130.000 addetti. Per contro, la grande distribuzione ha aumentato il numero di addetti di circa 21.000 unità.Pertanto possiamo dire che ad ogni posto di lavoro creato dai grandi centri commerciali, se ne perdono 6 nel piccolo commercio». «Quindi - conclude il presidente provinciale di Confesercenti - l’incremento immediato di occupazione normalmente si traduce in una riduzione di occupazione complessivamente intesa. Pertanto, in un momento economico di crisi come quello attuale, forse non si dovrebbero utilizzare, almeno sotto questo profilo – toni trionfalistici. Quantomeno perché, allo stato attuale, è ipotizzabile che l’impatto della struttura si tradurrà in una perdita di occupazione».

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