«Io, geometra disoccupato: riparto da qui»
Viaggio fra gli studenti: non solo matricole alle prime armi, ma anche precari che si rimettono in gioco
REGGIO EMILIA. Per tutti la scelta di iscriversi a Ingegneria Gestionale e a Meccatronica è legata alla speranza di trovare subito un lavoro e spesso, come nel caso degli studenti reggiani, anche vicino a casa. Per altri si tratta di andarsene lontano da casa ma, come ci ha spiegato Sveva Bonavitacola, che è partita da Salerno dove risiede per sostenere ieri il test di valutazione, «la decisione di venire a studiare a Reggio è dovuta agli ottimi giudizi sull’Università di Modena e Reggio e ai consigli di mia cugina che già frequenta l’università a Modena, ma soprattutto alla possibilità di trovare subito un posto di lavoro, anche se lontano da casa. Ma in test non era facile, soprattutto per me che ho frequentato il liceo classico...». Ed è stato così anche per chi come Vincenzo arriva da Mantova e come Alessia che da Cremona verrà a Reggio a studiare, «perché dopo la laurea voglio trovare subito un lavoro».
Poi c’è chi sceglie invece di investire su se stesso, anche se i vent’anni sono ormai un ricordo. Come Mario Guidetti geometra 29enne di Casina, che travolto dal ridimensionamento dell’azienda edile in cui ha lavorato come unico tecnico per cinque anni, da un giorno all’altro si è ritrovato senza lavoro. E negli ultimi anni, racconta «è stato solo un susseguirsi di lavori saltuari e precari. Da guardia giurata a magazziniere ad allestitore di stand, ma sempre senza nessuna certezza e prospettiva. Invece ho visto diversi miei amici che hanno studiato Meccatronica trovare il lavoro ancora prima di finire gli esami. Le aziende li rincorrevano e li hanno assunti già durante lo stage, prima ancora della tesi. Per questo ho deciso di investire su me stesso e di provarci. Lavorando e studiando, anche perché non sono sposato e non ho figli». Studiare e subito dopo entrare in un’azienda e guadagnarsi da vivere è la molla che ha spinto anche Singh Iasprecr che, in un italiano fluente e dopo aver frequentato l’Istituto Einaudi di Correggio, ci spiega di avere scelto Meccatronica perché «garantisce un rapido sbocco nel mondo del lavoro». Singh fa parte di quell’8% di studenti di origine straniera che ogni anno sceglie di frequentare uno dei corsi della Facoltà di Ingegneria a Reggio. «In Italia - spiegano - ci siamo arrivati come figli di immigrati, qui siamo cresciuti e qui resteremo a studiare e a lavorare. In attesa di ottenere anche la cittadinanza. (r.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
