Ispezione del Comune nella sede dei pakistani
Guastalla: l’assessore al Welfare e il comandante della Municipale a Pieve Artoni: «Il dialogo interculturale è proficuo per isolare eventuali casi rischiosi»
GUASTALLA. L’assessore ai servizi sociali e welfare Matteo Artoni ieri mattina ha fatto un sopralluogo – con il comandante della polizia municipale Marco Gatti e il responsabile del servizio di edilizia privata Andrea Daolio – nell’edificio di Pieve di Guastalla all'angolo tra via Cardinal Ferrari e via XXV Aprile dove ha sede l’associazione culturale welfare sportiva “Pak Muhammadia”, le cui attività sono regolamentate da uno statuto depositato sia al comando dei carabinieri che in municipio. Il centro culturale è gestito da un gruppo di pakistani che risiedono da anni a Guastalla e nella Bassa. E’ uno stabile di proprietà dell’associazione, sul quale è stato stipulato un mutuo finanziato col contributo di tutti i partecipanti. «È un centro culturale dove tutti possono entrare e dove si svolgono varie attività – spiega un rappresentante –. Si insegna il pakistano, si impara il Corano e si prega. Ma si insegna pure l’italiano per chi arriva senza sapere una parola della vostra lingua, e tutti i nostri figli frequentano regolarmente le scuole guastallesi. Inoltre, si organizzano iniziative per aiutare i nostri connazionali in difficoltà, ma anche gli italiani, come è capitato durante il terremoto all’Aquila. Allora si raccolgono soldi, cibo, abbigliamento. Ognuno contribuisce come può, in base alle sue possibilità».
Dunque il centro di Pieve non è solo un luogo di culto. Qui si ritrovano solitamente 30-40 persone una volta la settimana, dalle 12.30 alle 13.30 circa, per la preghiera del venerdì, e in piccoli gruppi per le altre attività. «Ogni mese, poi – continua il rappresentante dell'associazione pakistana – offriamo cibo ai nostri connazionali e, quando siamo in tanti, intorno al centinaio, affittiamo il campo sportivo di via Spagna o il centro sociale I Maggio. Vogliamo creare un punto di aggregazione e integrazione per i pakistani che vivono nella Bassa». In passato c’è stato qualche problema per la concentrazione di auto nel quartiere, ma ora le macchine dei partecipanti non disturbano i residenti perché vengono parcheggiate lontano, negli stalli del centro commerciale “Guastalla 2” o nel cortile del vicino confinante, che ha dato loro il permesso. L’ufficio tecnico del Comune conferma che non risultano situazioni anomale o abusive. Tutto è a norma, nel rispetto delle leggi regionali in tema di insediamento di associazioni nelle unità immobiliari esistenti. «Dal punto di vista tecnico tutto è regolare – sottolinea il comandante della polizia municipale –. Non ci sono violazioni di legge e i controlli di questi giorni registrano la stessa situazione che avevamo riscontrato due anni fa, durante il sopralluogo del 16 aprile 2012». Queste associazioni sono note da anni e non hanno mai recato problemi di sicurezza per i cittadini. La gente si raduna rispettando le regole e con alcuni membri già da tempo sono stati avviati rapporti di collaborazione nella mediazione culturale, un tema fondamentale per la reale integrazione sociale. «I rapporti con questi gruppi – precisa Matteo Artoni – sono importanti per aprire un dialogo interculturale proficuo fra soggetti diversi che abitano il territorio e per isolare eventuali casi che possono mettere a rischio la sicurezza dei cittadini.Come assessorato al welfare abbiamo intenzione di favorire l’incontro interreligioso coinvolgendo le parrocchie e la comunità guastallese». (m.p.)
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