Gazzetta di Reggio

Reggio

Bianchi e Costi si ritirano, ora appoggiano Bonaccini

di Evaristo Sparvieri
Bianchi e Costi si ritirano, ora appoggiano Bonaccini

Restano solo tre i candidati Pd per la corsa alle primarie del centrosinistra. Domani Renzi a Bologna. E intanto nasce il comitato a sostegno del reggiano Matteo Riva di Centro democratico

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il giorno delle rinunce, da parte dell’assessore regionale, Patrizio Bianchi, e della presidente dell’Assemblea Legislativa, Palma Costi, che ieri hanno fatto sapere di ritirarsi dalla competizione, appoggiando entrambi il segretario regionale, Stefano Bonaccini. Si definisce ulteriormente il quadro delle candidature in vista delle primarie del 28 settembre, quando il popolo del centrosinistra sarà chiamato a scegliere chi correrà alle elezioni Regionali per la successione a Vasco Errani. I due ritiri erano nell’aria. Ma l’ufficializzazione è arrivata soltanto ieri. E ora a sfidarsi saranno in tre: il segretario regionale, Stefano Bonaccini, il parlamentare Matteo Richetti e l’ex sindaco di Forlì, Roberto Balzani.

Il primo a tirarsi fuori dalla partita è stato Patrizio Bianchi, che nei giorni scorsi aveva incontrato proprio Bonaccini. In una nota lo stesso assessore regionale ha fatto sapere che sarà il coordinatore del programma di governo. «Ho incontrato a lungo Bonaccini per un confronto politico sul programma della prossima legislatura che, come ribadito più volte, deve avere valore costituente – scrive Bianchi – Abbiamo condiviso le priorità, in particolare lavoro e sviluppo. Aderisco con senso di responsabilità alla richiesta avanzatami di coordinare il programma di governo regionale: ritengo superato il bisogno di proseguire il percorso verso le primarie».

In serata, invece, è la volta di Palma Costi, sempre su Facebook: «Ho deciso di sostenere Stefano Bonaccini alle primarie del centrosinistra». Un annuncio accolto da Bonaccini con particolare entusiamo: «Sono lusingato dal sostegno di Palma Costi, che conosco da anni e con la quale condivisi, per una legislatura, una bella esperienza amministrativa al governo di Modena», il commento del segretario regionale su Facebook.

E mentre Debora Serracchiani, dalla Festa nazionale dell’Unità di Bologna, ribadisce che le primarie si faranno certamente, allontanando l’ipotesi di una candidatura imposta da Roma («Il partito ha fatto una scelta chiara, netta e decisa: si sceglie il prossimo presidente della Regione Emilia-Romagna attraverso lo strumento delle primarie che è previsto dallo statuto del Pd»), i candidati cominciano a stilare il calendario di appuntamenti della campagna elettorale.

A cominciare sempre da Bonaccini, che sarà a Reggio martedì prossimo, ma che ha rinviato di una settimana la presentazione del programma: non sarà come previsto oggi a Bologna (si parlava dell’Arena del Sole come location), ma il prossimo 13 settembre. Nel frattempo, fra le forze di coalizione, ieri è stato annunciata la nascita del comitato a sostegno di Matteo Riva, candidato reggiano di Centro democratico.

RENZI A BOLOGNA, I SINDACI CON DELRIO.  Sale intanto l’attesa alla festa nazionale dell’Unità, al parco Nord di Bologna, dove domani alle 17 è atteso il premier Matteo Renzi. Al presidente del Consiglio il compito di chiudere la rassegna, anche se sono in molti ad attendere un’indicazione sulla corsa alle primarie per la Regione. Una competizione che vede aumentare il fronte di sindaci reggiani che vorrebbe il sottosegretario, Graziano Delrio, nelle vesti di successore di Vasco Errani. Dopo il sindaco di Sant’Ilario, Marcello Moretti, anche il collega di San Martino in Tio, Oreste Zurlini, caldeggia infatti un ritorno a casa di Delrio per assumere la presidenza della Regione. «È chiaro – spiega Zurlini – che un'opzione sui due candidati ce l'ho e che non rinuncerò, quando sarà opportuno, a renderla pubblica. Ma al momento il disagio ad assumere il ruolo di puro tifoso è forte. Così come è forte la sensazione di servire come utile strumento per risolvere nodi che altri dovrebbero sciogliere». Per il sindaco reggiano «non è concepibile che un deputato eletto da poco e un segretario regionale con importanti incarichi nazionali, tutti e due della stessa area politica, tutti e due della stessa città, non maturino, loro stessi, la soluzione. Non me la sento di mettere nel cassetto i contenuti, in attesa che le tifoserie conoscano il nome del vincitore». A questo punto, è «tutt’altro che peregrina la posizione di Moretti. «Mi sento di sostenerla Delrio spazzerebbe via tutti gli attuali disagi e aprirebbe una stagione di vero dibattito e rinnovamento istituzionale». 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google