Gazzetta di Reggio

Reggio

Per rilanciare il centro servono i privati

di Enrico Lorenzo Tidona
Per rilanciare il centro servono i privati

Vecchi ringrazia Montipò ma precisa: «La regìa urbanistica resta pubblica». Ascom: «Pensate ai piccoli, non c’è solo H&M»

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REGGIO EMILIA. Il maxi investimento - si parla di oltre 40 milioni di euro - per la riqualificazione dell’isolato tra Palazzo Busetti e le ex Poste «è il più rilevante effettuato dal Dopoguerra in centro a Reggio». Parola del sindaco Luca Vecchi, che ringrazia apertamente l’imprenditore Fulvio Montipò («L’iniziativa è sua e suo è il merito») ma tiene a precisare che «dietro a questo progetto c’è una regia pubblica». L’edificio posizionato tra via Crispi e via Emilia San Pietro è tornato a splendere nella sua interezza, senza più impalcature a coprirne l’opera di restauro certosino ammirata da tutti i reggiani. Dentro, su quattro piani, ha preso posto il negozio di H&M, firma della moda low cost che occupa 1.500 metri quadri e che inaugurerà il 10 settembre. Restano poi altri mille metri quadri ancora da assegnare, oltre ad uffici e appartamenti, mentre resta in secondo piano il progetto di un ristorante, per il quale non si è ancora fatto avanti nessuno.

NUOVI RECUPERI. «Dopo essere stato lasciato all’incuria per 20 anni, Palazzo Busetti ritrova ora nuova la luce - dice Vecchi durante la conferenza stampa in comune per la presentazione dei lavori - Non si tratta solo di nuovi negozi, ma della riuscita di un modello di intervento pubblico e privato, che sta contribuendo al rilancio del centro storico. Questa è la filosofia con la quale continueremo ad operare anche in futuro. Porteremo avanti il secondo intervento sui Musei e, sempre sulla stessa lunghezza d'onda, stiamo valutando la costruzione del nuovo Palabigi e il graduale recupero dei Chiostri di San Pietro». La Blufin di Montipò, società ora proprietaria di Palazzo Busetti, ha versato per esempio 1,4 milioni di euro proprio a sostegno dei lavori dei Musei Civici.

L’EFFETTO VOLANO. Il nuovo centro commerciale dovrebbe fare da traino, secondo l’assessore al commercio Natalia Maramotti, che parla di 147 negozi sfitti all’interno dell’esagono nel 2013. «I centri storici delle città italiane - spiega Maramotti- ospitano ormai da anni strutture di vendita medio grandi che hanno l'indubbio vantaggio di attrarre clienti anche per le piccole attività. Noi ci aspettiamo degli esiti positivi anche se non necessariamente nel breve periodo». Annunciando i prossimi interventi del comune sul commercio, l’assessore rende note la nuova mappatura delle attività commerciali del centro storico, e un'analisi dei cittadini che lo frequentano tramite dei «contapersone», installati in alcuni punti di accesso.

IL NODO LAVORI. A fare il punto sullo stato del cantiere è l’architetto Ivan Sacchetti, che ha dovuto affrontare non pochi scogli relativi ai ritrovamenti archeologici, vincolando poi il restauro al giudizio della Sovrintendenza e alla scoperta di tanti gioielli nascosti dai vari rimaneggiamenti avvenuti dagli anni Ciquanta in poi.

SALVIAMO LE BOTTEGHE. «Ben vengano le nuove aperture, ma sarebbe opportuno nel frattempo concentrarsi sulla necessità di salvare le imprese già esistenti e oggi in grande difficoltà». Questo il commento della presidente di Confcommercio, Donatella Prampolini, sulla nuova apertura di H&M. «Chi si illude che basti l'arrivo di nuovi gruppi a Reggio Emilia per creare nuova occupazione sta purtroppo facendo un grosso errore di ingenuità».

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