Rifiuti, cessione troppo cara sfuma il patto Iren-Unieco
La multiutility voleva comprarsi il settore ambiente della coop edile in crisi troppi distanti le valutazioni sul prezzo di vendita: la trattativa è naufragata
REGGIO EMILIA. I rifiuti fanno sempre gola ma con i tempi che corrono bisogna ponderare costi e benefici, soprattutto quando si parla di acquisizioni. È il ragionamento seguito da Iren Ambiente, controllata della multiutility, che otto mesi fa aveva annunciato l’avvio della due diligence per valutare l’acquisizione di una parte consistente del ramo rifiuti di Unieco, operazione abbandonata perché giudicata troppo onerosa. Quest’ultima, cooperativa di riferimento nel settore delle costruzioni, deve dismettere diversi asset per poter generare cassa e rimettere in equilibrio i conti, come previsto nel piano di ristrutturazione varato nel 2013. Iren, aveva fiutato l’affare e Unieco era decisa a suggellare entro settembre il matrimonio industriale, sfumato ieri per stessa ammissione delle parti.
Il nodo, conferma il comunicato ufficiale, è «su alcuni elementi in grado di incidere sul rapporto di cambio». Di conseguenza, sottolinea Iren, le parti ricostituiranno la situazione preesistente alla stipula dell’accordo del 28 febbraio scorso. Di fatto, la valutazione dell’asset da parte di Unieco è maggiore rispetto a quanto Iren era disposta a pagare. Non sono bastati quindi i buoni rapporti tra l’ad di Iren Ambiente Andrea Viero e il numero uno di Unieco Mauro Casoli, che non sono riusciti a trovare la quadra. La prima fase dell’operazione di integrazione prevedeva per Iren Ambiente l’acquisto di una partecipazione “formale” in Uch Holding srl, società controllata da Ucm srl, di proprietà di Unieco, in cui dovevano essere conferite solo le partecipazioni sociali della divisione ambiente di Unieco oggetto dell’operazione di integrazione, e l’acquisizione poi dei diritti di blocco a garanzia della fase interinale di gestione. All’interno del pre-accordo, Iren doveva mettere a disposizione fino a 7 milioni di euro in Uch srl. Oltre a voler allargare il mercato nelle regioni di riferimento (Emilia Romagna, Liguria e Piemonte), Iren puntava dritto all’acquisizione del 35% detenuto da Unieco in Barricalla spa (tramite la Sereco Piemonte spa) società che gestisce tra le più grandi centrali di smaltimento di rifiuti in Italia e che si inserirebbe perfettamente nello scacchiere di Iren Ambiente.
La notizia è giunta a pochi giorni dalla dall’annuncio da parte dei sindaci azionisti del patto di Iren, intenzionati ad acquisire piccole realtà territoriali del settore servizi ed energia, allargando così l’utenza. Viero era pronto a inglobare il ramo ambiente di Unieco, che raggruppa al suo interno diverse società con ricavi pari a 108 milioni di euro nel 2012 contro gli 86 milioni del 2011. Un business in crescita che potrebbe essere ora ceduto ad altri offerenti.
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