Seconda notte in strada a caccia dei ladri
Squadre di cittadini presidiano le frazioni del Carpinetano, i carabinieri intensificano i controlli e recuperano refurtiva
CARPINETI. Dopo i furti e gli inseguimenti, ritornano le “ronde” a Valestra e Montelago, mentre i carabinieri trovano oggetti religiosi, probabile bottino di altre effrazioni. È ancora alto il livello di elettricità nel Carpinetano, nella vallata di Valestra, dopo il tentato furto sventato mercoledì sera a Montelago: una famiglia residente in zona ha visto due uomini scendere da un’auto e dirigersi verso una casa in quel momento disabitata, ha chiamato i carabinieri e dato l’allarme, provocando la mobilitazione di una sessantina di persone che hanno cercato i possibili ladri per le viuzze e le case delle varie borgate.
Una reazione generata dalla raffica di colpi ai danni di case e auto da inizio agosto, oltre a un furto di statue e stampe religiose nella chiesa di Casteldaldo. Giovedì sera gli abitanti hanno deciso di riorganizzarsi e di ripresentarsi in strada a gruppi, per vigilare nella zona e controllare che non vi fossero movimenti o pure auto sospette. La tensione è elevata ed è arrivata quasi naturale la decisione di ritrovarsi in “squadre” per presidiare le proprie case, dopo i furti e dopo la grande allerta di mercoledì, con i ladri o presunti tali mancati per un soffio.
Un modo anche per sfogare forse la rabbia e i timori accumulati in questo mese e cresciuti dopo la movimentata nottata di mercoledì. Già in precedenza erano state chieste assemblee e provvedimenti alle autorità, che si sono subito mosse, sia quelle civili – con una prossima riunione dell’Unione dei Comuni – sia le forze dell’ordine. I carabinieri della zona montana, nel frattempo, hanno aumentato ulteriormente gli sforzi per il controllo del territorio e cercare di risalire agli autori dei furti.
Con un primo risultato, il ritrovamento di alcuni oggetti sacri abbandonati lungo l’argine di un torrente all’altezza di Berzana, fra Castelnovo Monti e Gatta, nella zona superiore della vallata del Secchia. Durante un giro di controllo una pattuglia di militari carpinetani hanno scoperto una teca in legno da chiesa, con frontale dorato e un interno di stoffa bianca ricamata, una statua in gesso colorato raffigurante la Madonna con in braccio un bimbo, un quadro con cornice in legno raffigurante il Cristo.
Oltre a una presentazione in terracotta raffigurante San Giovanni Gualberto. Per il momento questo materiale è stato raccolto dai carabinieri per tenerlo in custodia, in attesa di risalire ai proprietari.
Questi oggetti non rientrano nell’elenco dei beni rubati stilato dai militari dopo i furti delle passate settimane, e quindi resta da capire quale sia la loro origine. Il sospetto è che siano il bottino di un’effrazione compiuta dai ladri attivi in Appennino, probabilmente in una delle province limitrofe. Sono stati sentiti i comandi confinanti, per uno scambio di informazioni, per poter procedere alla restituzione dei beni. Si cerca anche di dare un volto ai componenti della banda, perché con ogni probabilità si tratta di un gruppo numeroso e ben organizzato, che provvede a fare sopralluoghi e poi a inviare in zona i ladri, ragazzi giovani e agili, esperti in effrazioni. La pianificazione dei vari colpi è stata molto precisa, e questo è un ulteriore elemento in questa direzione.
Adriano Arati
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