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Tav, indagine sul boom dei costi

Tav, indagine sul boom dei costi

Firenze: istruttoria dell’Autorità anticorruzione sull’appalto vinto da Coopsette

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REGGIO EMILIA. Tav, un altro colpo di scena. Dopo la magistratura ora è l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) guidata dal magistrato Raffaele Cantone ad avviare un’istruttoria sul passante di Firenze. Una notizia resa nota da Repubblica Firenze, che parla di un’indagine aperta lo scorso 28 agosto sulla base del documentato esposto ricevuto lo scorso 7 agosto da Idra, l’associazione ambientalista guidata da Girolamo dell’Olio che da anni si batte contro gli scavi della stazione Foster e dei tunnel da 7,5 chilometri sotto la città

. L’appalto da 700 milioni di euro fu vinto da Nodavia, società fondata dalla Coopsette di Castelnovo Sotto, che sta gradualmente lasciando la partecipazione in seguito ai guai giudiziari relativi all’inchiesta penale sullo smaltimento abusivo dei fanghi, che avrebbe comportato a un extra profitto. I dipendenti di Coopsette finiti nell’inchiesta non hanno più alcun ruolo all’interno di Nodavia, che ha dovuto però registrare un forte ritardo nei lavori. Fattore che avrebbe contribuito all’innalzamento dei costi. Un «rilevante incremento» della spesa per l’opera, secondo Idra, sul quale l’Authority guidata dall’uomo che il premier Renzi ha voluto prima alla guida della task force per Expo 2015, e ora all’Anac, ha deciso di fare accertamenti.

Sempre in queste ore è venuto a galla anche un esposto depositato in procura di Firenze dal comitato il comitato No tunnel Tav di Firenze lo scorso 9 aprile 2014, per denunciare la «miscelazione delle terre» all'interno del cantiere Ex macelli adibito per la realizzazione della stazione sotterranea Foster dedicata all'alta velocità. «Pochi mesi fa - è scritto in un comunicato dei No tav - nonostante le inchieste in corso, si sono avuti comportamenti piuttosto strani all'interno del cantiere: camion di terra portati all'interno dell'area, cosa piuttosto strana per lavori che producono terra invece di richiederne. Abbiamo così potuto verificare che la terra introdotta, appena scaricata in apposite piazzole, veniva miscelata da una scavatrice con le terre prodotte nel cantiere». Una vicenda, quest’ultima, chenon impensierisce in alcun modo Coopsette. (e.l.t.)

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