La “banda dello specchietto” va... in bianco
Cavriago: due trentenni fingono un incidente ma una 70enne intuisce il trucco e smaschera i truffatori
CAVRIAGO. Torna in azione la banda degli specchietti. Diventata tristemente nota anni fa, ora si è rifatta viva. La tecnica è sempre la stessa: finge un incidente, finge che si sia rotto uno specchietto dell’auto, finge che la colpa sia della controparte... finge finge e finge insomma. Il tutto allo scopo di ottenere denaro, raggirando l’ignara vittima.
È andato pressoché così anche l'ultimo fatto verificatosi a Cavriago. A raccontarlo è la vittima, una 70enne del paese che, ancora scossa, preferisce non rivelare la sua identità ma ci contatta con un chiaro intento: «Grazie agli articoli che ho letto in questi anni sulla tecnica usata da questa banda – racconta – sono riuscita a non farmi fregare. Quindi, spero che la mia storia serva a sua volta ad altri».
Partiamo dall’inizio. «Giovedì mattina stavo percorrendo in macchina via Arduini per andare al nuovo Conad, ero curiosa di vederlo e avevo bisogno anche di fare la spesa – prosegue la pensionata – A un certo punto ho sentito un forte tonfo, quasi fosse arrivato un sasso contro la portiera».
A quel punto ha notato una macchina bianca che stava percorrendo la stessa strada ma sull’altro lato della carreggiata. «Mi sono fermata poco più avanti per vedere cosa fosse accaduto. Sembrava avessi la portiera segnata con del gesso. Si è subito avvicinata una donna, sulla trentina d’anni, che mi ha detto che avevo preso contro lo specchietto della sua macchina».
La 70enne si è così avvicinata alla vettura della giovane ma lo specchietto non aveva niente. «La ragazza però mi ha detto che l’avevo urtato e che era un po’ “ballerino”. A me non sembrava affatto».
Vicino all’auto c’era anche un uomo, coetaneo della donna, che insisteva a sostenere quella tesi. «Ho detto che, se volevano, potevo far riparare lo specchietto al mio meccanico di fiducia». La risposta però ha destato i primi sospetti che ci fosse qualcosa di strano: «Non abbiamo tempo, mi hanno detto, siamo qui di passaggio. Se vuole ci può dare direttamente i soldi. Lo specchietto costa 280 euro, ce li ha? Se no quanto ha?».
Troppo strane quelle parole e, per fortuna, l’anziana ha avuto la risposta pronta. Li ha messi alla prova dicendo: «Non ho niente, chiamo mio figlio». Parole che hanno fatto desistere i due. «Va beh, niente» hanno risposto e se ne sono andati. «Ho guardato se riuscivo a prendere giù la targa ma era “stranamente” coperta da un telo...».
Dell’accaduto ha poi informato un vigile: «Ma senza la targa si può fare poco. Ecco perché voglio che si sappia quel che mi è successo, magari serve ad altri a non farsi raggirare, come ho fatto io...».
Cristina Fabbri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
