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Legambiente contraria al crossodromo di Carpineti

Legambiente contraria al crossodromo di Carpineti

«Un’idea insensata, l’area dovrebbe tornare alle sue origini»

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CARPINETI. «Un crossodromo nella pista di Carpineti? Un’idea insensata, il Comune dovrebbe far tornare l’area alle origini».

Parole difficili da equivocare, quelle che Legambiente Reggio Emilia usa per parlare della pista da motocross di Sorgara, una borgata di Carpineti nella zona delle Casette, verso Baiso. Una struttura privata, recintata e ben attrezzata, costruita alcuni anni fa in un terreno agricolo piuttosto isolato, sopra l’ex cava del Pianello.

A realizzarla, un gruppo di amici appassionati di due ruote, fra cui il campione Matteo Bonini, a lungo impegnato nei mondiali di categoria e residente proprio alle Casette. Al momento la pista è chiusa, anche per una serie di questioni burocratiche legati ai confini e ai permessi.

Per Massimo Becchi, presidente di Legambiente Reggio Emilia, gli argomenti e i disagi sono anche altri: «La pista da motocross privata, se all’inizio non dava problemi di impatto acustico, poi con l’intensificarsi dell’uso legato ad amici e conoscenti è diventata un problema, tanto da essere stata chiusa in quanto realizzata senza nessun permesso e con ingenti movimentazioni di terreno», sostiene. Oggi, però, ci sarebbero idee più ambiziose, per arrivare ad un vero crossodromo: «Ora si vocifera addirittura di un progetto molto più articolato, con la creazione di un crossodromo a tutti gli effetti, con pista più ampia, parcheggi, servizi annessi e quant’altro, in grado di ospitare competizioni e una scuola di avviamento a questo sport».

In un contesto, la borgata di Sorgara che per Legambiente non sarebbe per nulla adatto: «E’ servito da una strada ad unica corsia nella parte terminale in ghiaia e terra e insiste in un contesto prettamente agricolo, con ricadute acustiche difficilmente mitigabili».

Becchi riconosce che «gli sport motoristici rivestono un indubbio interesse in molti appassionati e necessitano spesso di impianti realizzati ad hoc, atti a ricevere anche un folto pubblico, strutture di supporto per lo svolgimento delle competizioni e relativi servizi, nonché una viabilità di accesso adeguata e che consenta l’arrivo di mezzi e anche di eventuali soccorsi».

Ma nel caso di Sorgara, «l’idea ci pare del tutto insensata». Per Legambiente, piuttosto, il Comune di Carpineti, dovrebbe far «faccia tornare alla sua condizione originaria il sito, mentre una simile struttura potrebbe essere il volano per ripristinare una cava di argilla dismessa, che spesso venivano abbandonate, collocate in un contesto quasi mai prossimo a delle abitazioni e con una viabilità che già sosteneva un traffico pesante e intenso».

Adriano Arati

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