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Eterologa, 120 richieste nei centri reggiani

Eterologa, 120 richieste nei centri reggiani

Circa settanta al Palmer, più altre cinquanta al Santa Maria Nuova. Ma non sarà gratis per tutti

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REGGIO EMILIA. Prende il via la fecondazione eterologa medicalmente assistita, a carico del servizio sanitario nazionale, cioè dei contribuenti, se effettuata nelle strutture pubbliche. La gratuità dipende di fatto dalle linee guida che la Giunta regionale ha adottato ieri con una delibera urgente preannunciata venerdì scorso dall’assessore Carlo Lusenti, prima della quale non sono mancate richieste su un cambiamento dei parametri di riferimento.  

Una delibera annunciata mentre si moltiplica il numero delle coppie che si rivolgono impazientemente ai centri di procreazione assistita pubblici e privati. Il centro privato Palmer ha già ricevuto una settantina di richieste. Un'altra cinquantina si è indirizzata al centro dell'arcispedale Santa Maria Nuova diretto da Giovanni Battista La Sala, il quale esorta a non avere fretta: «Nella fecondazione eterologa – spiega – si usano gameti di donatori giovani, che vengono congelati. Anche se li useremo fra tre o sei mesi, le possibilità di successo non cambieranno». Intanto non esistono neppure le liste d'attesa, che verranno compilate solo ora, con il varo delle linee guida.

«Le coppie - suggerisce Maria Grazia Torelli del centro Palmer - devono avere pazienza. Ai riceventi e ai donatori è richiesto l'esito di esami da ripetere dopo sei mesi per accertare la loro idoneità. Ne sono già in possesso soltanto i pochissimi che avevano già tentato l'inseminazione omologa». Nella grande maggioranza dei casi è prevista la donazione dell'ovocita, a causa della tendenza di molte donne a rimandare la maternità al limite estremo dell'età fertile. Ciò, però, complica le cose: «Le linee guida nazionali - chiarisce La Sala - consentono la procreazione eterologa gratuita nelle strutture pubbliche solo per le donne fino a 43 anni, mentre la maggioranza delle richiedenti ne ha mediamente 45 o 46. Inoltre si prevede la gratuità solo per i primi tre cicli, mentre spesso ne occorrono di più. Questi due limiti ridurrebbero la gratuità al dieci per cento delle coppie interessate».

Luciano Salsi

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