Gazzetta di Reggio

Reggio

Il sesso e la politica nello spettacolo di Cornacchione

Il sesso e la politica nello spettacolo di Cornacchione

Il comico arriva domani all’arena con “Cronache Sessuali” e parlerà del potere della “patonza”, di Berlusconi e di sé

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il ritorno del comico Antonio Cornacchione fissato per domani sera alle 22 all’arena spettacoli di Festareggio va sotto il titolo di “Cronache sessuali” e la domanda sorge spontanea: ci dobbiamo preoccupare?

«Ma no, ho il permesso della Questura, tranquilli – scherza al telefono Cornacchione mentre si trova alla stazione di Firenze, dove ha appena perso la coincidenza con sua somma gioia – in Italia siamo abituati a cronache politiche sessuali che van ben oltre il mio spettacolo, siamo preparati».

A rigor di logica, però, non dovrebbe essere così...

«Io mi fermo a fatti più recenti come lo scandalo Kennedy, ma il binomio sesso e politica è sempre esistito perché legato al concetto di potere. Purtroppo, o per fortuna, da noi in Italia la patonza (si può dire?) ha sempre avuto così tanta importanza da essere quasi quotata in borsa… Comunque si parlerà anche di me, delle mie disavventure da ragazzo e di cosa è cambiato con l’arrivo del successo. Abitudini sessuali comprese».

Parlare di politica alla festa del Partito democratico impone qualche censura?

«Assolutamente no, negli anni i ragazzi (compagni, militanti, come è meglio chiamarli?) del Pd hanno invitato tutti a parlare e mi sento libero. Infatti parlerò anche di Renzi e dei suoi continui annunci che poi si risolvono quasi sempre in un “Non c’è copertura finanziaria”».

Ma qualcuno potrebbe risentirsene.

«Niente affatto, l’autoironia è da sempre parte integrante della sinistra. Mi capivano addirittura quando difendevo Berlusconi…».

Silvio c’è?

«C’è e rimane sempre l’ago della bilancia, come Craxi ai suoi tempi. Mi chiedo se diventerà mai padre della patria. In ogni caso, vista la sua attività sessuale, potremmo essere tutti suoi figli».

A Festareggio era già venuto nel 2011, quando aveva portato proprio lo spettacolo “Silvio c’è?”.

«Sì e torno sempre molto volentieri. È uno spazio perfetto per chi vuole venire a farsi due risate, separato dal resto della Festa, in modo che chi sceglie di venire possa davvero ascoltare».

Ai bambini si dovranno tappare le orecchie?

«Solo guardando il telegiornale un bambino dovrebbe essere abituato a tutto e comunque no, il mio è uno spettacolo davvero per tutti».

La satira non ha età...

«Lo dice la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità: ci vuole almeno una dose di satira al giorno. Il comico, poi, ne fa la sua ragione di vita ma non diamogli troppa responsabilità: in fondo parla solo delle persone che altri eleggono».

Si riesce a essere impersonali?

«È come quando, ai tempi della scuola, ci si chiedeva se un professore per stare in cattedra dovesse spogliarsi delle sue idee politiche. È chiaro che non ci si riesce, ma secondo me l’importante è dare spunti di riflessione e discussione».

La sua carriera è iniziata diversamente, però, come sceneggiatore per Tiramolla e Topolino.

«Sì e fa tutto parte dello stesso percorso, sono fumetti altamente comici. Poi ci sono stati Zelig, la partecipazione da Fazio…».

Quanto sono importanti gli spazi comici in tv?

«Sono importantissimi e servono davvero per crescere e per farsi conoscere. Tuttavia credo che nonostante la presenza di tanti programmi comici, nella nostra tv manchi, a parte Crozza, uno spettacolo realmente fatto da comici. Ma non c’è solo la tv per farsi due risate».

Ogni riferimento alla sua tournée teatrale con “L’ho fatto per il mio paese” è puramente casuale...

«Da ottobre Lucia Vasini ed io torneremo in teatro con una commedia che dimostra che le possibilità di comicità sono davvero tante. Vi aspettiamo».

Francesca Manini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google