Trema l’Appennino, un’altra scossa
Villa Minozzo: un’altra scossa di terremoto alle 14.58, questa volta con epicentro nel Frignano, di magnitudo 3.1 avvertita nettamente anche nel Reggiano. Segue di 24 ore la scossa di magnitudo 4.0 di sabato con epicentro all’Abetone
VILLA MINOZZO.
8 settembre.
Un’altra scossa di terremoto. di magnitudo 3.1, è stata avvertita alle 14.58 in tutto l’Appennino tosco-Emiliano. Questa volta l’epicentro è stato registrato nella zona del Frignano ed ha interessato i comuni modenesi di Frassinoro, Pievepelago e Riolunato, ma è stata avvertita anche nella zona di Toano e di Villa Minozzo.
7 settembre.
Un fortissimo boato, scuotimenti di arredi e lampadari, tanta paura. Si è fatto sentire anche nel territorio reggiano, e con parecchia forza, il terremoto avvenuto ieri alle 12.45 in Garfagnana, al confine fra le province di Pistoia, Lucca e Modena. Un evento sismico di magnitudo 4, quindi piuttosto intenso, che per ora non sembra aver provocato danni. Percepito chiaramente anche nell’alta valle del Dolo, a Civago, la zona reggiana più vicina all’epicentro. Questa area villaminozzese confina con il Modenese lungo la dorsale che porta al passo delle Radici ed alla Toscana, a Pistoia, ed è quindi a poche decine di chilometri dall’epicentro, registrato fra Fiumalbo, in provincia di Modena, l’Abetone e Cutigliano, nel Pistoiese.
Il terremoto è stato sentito soprattutto nella parte alta di Civago, la Romita, quella più vicina al confine, dove alle 12.45 gli abitanti sono stati allarmati da un potentissimo boato, e poi hanno visto muri e mobili ballare attorno a loro, in molti casi seduti a tavola per il pranzo. Anche nell’abitato di Civago il sisma si è fatto notare, anche se con una forza lievemente minore. Chi si trovava ai piani superiori delle case se n’è accorto eccome, fra stoviglie che cadevano e la vibrazione delle pareti, mentre chi era al piano terra, “protetto” dalla stabilità del terreno, si è accorto dell’accaduto ma quantomeno non ha dovuto sorbirsi lo “spettacolo” dei muri in movimento.
Subito dopo la scossa, chi si trovava a Civago si è attaccato a computer e tv per cercare di capire cosa fosse successo, scoprendo nel giro di una mezz’ora che il fenomeno sismico non era avvenuto poi a una grande distanza.
Nell’area villaminozzese, così come d’altronde neppure nel Modenese e nel Pistoiese, non sono stati registrati danni di rilievo, anche se le verifiche andranno approfondite nelle prossime giornate. E la paura è ancora ben tangibile, oltretutto in una zona dove i terremoti sono piuttosto frequenti, come in Garfagnana si ricordano bene. Il terremoto più intenso, di magnitudo 4, si è verificato alle 12.45 a una profondità di 12,3 km lungo la dorsale dell’Appennino tosco-emiliano. Seguito, due minuti dopo, da una seconda scossa di magnitudo 2, con il medesimo epicentro, a 15.2 km di profondità. I tre Comuni più vicini all’epicentro, nel raggio di dieci chilometri, sono Fiumalbo, Abetone e Cutigliano. Se si allarga il raggio sino ai 20 km, si uniscono Fanano, Montecreto, Pievepelago, Riolunato e Sestola nel Modenese, Piteglio e San Marcello Pistoiese nel territorio di Pistoia e Barga, Bagni di Lucca, Borgo a Mozzano, Coreglia Antelminelli e Villa Basilica nel Lucchese.
Gli effetti si sono però sentiti in tutto l’Appennino, lambendo numerosi paesi toscani ed emiliani e toccando appunto anche la montagna reggiana.
Adriano Arati
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