Asilo Campi Soncini: «Profughi, fondi alla coop amica»
Il consigliere Cantamessi (M5S) attacca la Dimora di Abramo
REGGIO EMILIA. Alla ripresa dei lavori del consiglio, oggi alle 15 il M5S tira subito fuori le unghie. Lo fa puntando il dito contro l’assegnazione da parte del Comune del servizio di accoglienza dei rifugiati politici che, se formalmente non ha nulla da eccepire, solleva perplessità nel consigliere Ivan Cantamessi per l’aggiudicazione diretta alla cooperativa Dimora di Abramo, che fa parte del consorzio Oscar Romero, in cui è impiegato l’ex assessore Mimmo Spadoni. Tutto è partito da un’interrogazione del 26 giugno presentata dal M5S sull’asilo Campi Soncini, nata dopo le segnalazioni di cittadini sul cambio di gestione e l’utilizzo di una struttura come alloggio per extracomunitari. Nel mirino finiscono poi due determine dirigenziali, che spiegano come il Comune, assieme alla Dimora D’Abramo, abbia fatto richiesta al ministero dell’Interno di accedere al fondo per le richieste d’asilo: l’amministrazione ha proposto di ospitare 30 rifugiati per il 2014/2016 per un costo di circa un milione (355 mila euro all’anno circa).
Le risorse vengono stanziate dallo Stato, ma il Comune metterà a disposizione gli alloggi, oltre ad un cofinanziamento pari al 20,33%. Nella convenzione, emerge anche uno stanziamento di 120 mila per 9 rifugiati (3 a Reggio e sei a Quattro Castella) per accoglienze emergenziali, già sfruttato. Nonostante si tratti di un servizio del valore superiore a 100 mila euro, non vi è nessun bando: la stessa normativa stabilisce che è facoltà degli enti associarsi nel fare la richiesta.
Tuttavia, Cantamessi chiede «una maggiore trasparenza nell’affidamento di fondi e progetti: ci chiediamo se la scelta di affidare direttamente un progetto che costerà oltre 1,4 milioni sia a tutti gli effetti la scelta più idonea. Al di là delle polemiche sul fatto che l’affidamento sia ricaduto su una cooperativa del consorzio dell’ex assessore Spadoni, ci chiediamo se non sarebbe stato meglio valutare un gestore che potesse fornire il medesimo servizio ad un costo inferiore, o fornirlo utilizzando strutture di proprietà e non abitazioni messe a disposizione del Comune». Poi «sorge naturalmente il dubbio se questi affidamenti a cooperative di amici siano sempre casuali».
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