Centinaia in Fonderia per l’addio ad Angelo
La sede di Aterballetto è stata presa d’assalto da autorità, amici, critici d’arte Il dolore della moglie Cristina e della madre Pia. Le condoglianze di Sgarbi e Fazio
REGGIO EMILIA. «All'inizio, dopo le nozze di 18 anni fa, faticavo a definirmi sua "moglie", ora non so se riuscirò dire che ne sono la "vedova". Perché Angelo è e resterà comunque al mio fianco, sarà sempre accanto e me».
E' l'affettuosa, commovente conclusione del congedo che Cristina Bolognesi ha testimoniato con grande forza d'animo a quanti hanno preso parte al saluto del marito, l'artista reggiano Angelo Davoli, scomparso due giorni fa alla vigilia del 54esimo compleanno e dopo sedici mesi di terribili sofferenze. Assolutamente singolare la coreografia del congedo che ha preceduto il funerale celebrato in forma privata al cimitero di Coviolo. La camera ardente era stata infatti allestita alla Fonderia, sede della Fondazionale nazionale della Danza e di Aterballetto, ieri pomeriggio gremita.
A fare da cornice testimonianze, dirette o con immagini e filmati, del volto e delle opere di Davoli mentre il pubblico ha preso posto sulle tribune incapaci di contenere la folla. Davanti a tutti due poltrone con l'89enne mamma Pia e la moglie. Due donne che hanno dimostrato in modo semplice ma concreto il loro affetto. In sottofondo una musica e tutto intorno i segni del lavoro che Angelo ha offerto, sin quasi all'ultimo, per la scenografia dello spettacolo "Certe Notti". Infine un processione di voci e di ricordi offerti da autorità, personalità, amici. Da lontano è arrivato il cordoglio dei dirigenti del teatro di Bilbao, di Fabio Fazio e di Vittorio Sgarbi. Non hanno invece voluto mancare il prefetto Antonella De Miro in partenza da Reggio ma anche i colleghi dell'artista Omar Galliani, Graziano Pompili, Alfonso Borghi, Mauro Bigonzetti. Sono arrivati in diretta al microfono, coordinati dalle amiche di famiglia Elisabetta Grassi e Cristina Carbognani, i saluti di Giovanni Ottolini per l'Aterballetto, del sindaco di Reggio Luca Vecchi e della presidente della Provincia Sonia Masini, del governatore del distretto rotariano Ferdinando Del Sante, dello storico d'arte Massimo Mussini. In tutti gli apprezzamenti per le doti di umanità, serenità e amabilità dell'uomo abbinate ai pregi tangibilmente dimostrati dall'artista. Con la promessa e l'impegno a far sì che non ne vada dispersa la memoria.
Prima dei discorsi il rosario delle suore del Cenacolo Francescano cui Davoli ha donato un bellissimo quadro (suo anche il logo per l'onlus Curare rappresentata da Deanna Ferretti e da numerosi medici) e la breve orazione con benedizione delle bara di don Giuseppe Dossetti che ha citato la preghiera a Maria dell'ultimo canto del Paradiso per parlare della bellezza, traguardo che l'artista cerca sempre di raggiungere. (l.v.)
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