Dieci anni di botte in famiglia, arrestato
Scandiano: padre-padrone 55enne finisce in carcere dopo le ennesime violenze contro il figlio minorenne e la moglie
SCANDIANO. Ha picchiato per anni la moglie e i figli minorenni. E’ una storia drammatica e lunga, una decina di anni di violenze e maltrattamenti verso i propri familiari, quella scoperta dai carabinieri di Scandiano.
Sabato i militari hanno arrestato un uomo di 55 anni nella sua casa, in territorio scandianese, dopo un allarme ricevuto per grida disperate e rumori provenienti dall’interno dell’abitazione. Arrivati sul posto, i carabinieri si sono trovati di fronte alla moglie e al figlio minore dell’uomo pieni di contusioni e ferite. Il padre, in una crisi di rabbia, avrebbe aggredito – e non si tratterebbe della prima volta – il ragazzo, colpendolo e poi trascinandolo da una stanza all’altra con forza. Anche la madre, intervenuta per difendere il figlio, sarebbe poi stata picchiata.
Il giovane è stato portato all’ospedale Magati, dove è stato sottoposto a una visita di controllo e poi dimesso con una prognosi di pochi giorni, per alcune lesioni lievi provocate dall’aggressione paterna.
La moglie, a quel punto, ha deciso di parlare con i carabinieri, raccontando di anni di violenze domestiche. I militari, con in mano il referto medico ospedaliero e con la testimonianza della donna, hanno proceduto all’arresto dell’uomo – di cui non sono state fornite le generalità, per tutelare i figli minorenni – con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, trattenendolo in caserma per la nottata in attesa di trasferirlo al carcere di Reggio Emilia.
Le parole della madre hanno aperto uno squarcio su una storia ormai lunga, iniziata una decina di anni fa, con le prime violenze dell’arrestato nei confronti della coniuge e dei due figli avuti da lei. L’accusa era quella di non occuparsi a dovere della famiglia, poi sfociata in aggressioni fisiche e botte sia alla donna sia ai due ragazzi. Sino all’apice, almeno quello conosciuto all’esterno, con la sfuriata di sabato e il figlio malmenato e trascinato per le stanze di casa. Sempre dalla testimonianza della coniuge, sino a un decennio fa il nucleo familiare – che da parecchi anni vive nel comprensorio ceramico reggiano – era invece sereno, e l’uomo si era sempre comportato normalmente. Poi, il cambio di atteggiamento e l’inizio di un lunghissimo periodo di botte e di timori.
Dopo l’intervento dei carabinieri e dei sanitari, verranno allertati anche gli operatori sociali territoriali, e verranno valutati eventuali sostegni – materiali e psicologici – alla madre e ai due figli, in attesa di capire cosa deciderà la magistratura dal punto di vista penale.
Adriano Arati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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