Gazzetta di Reggio

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L’arte naive trionfa nei murales

di Tiziano Soresina
L’arte naive trionfa nei murales

Con le tappe ad Azzinano, Gabicce e Taurano continua il tour del pittore Mora

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GUASTALLA. Il pittore naif guastallese Franco Mora prosegue nel suo tour in giro per l’Italia, arricchendo quell’autentica galleria d’arte all’aperto che è costituita – da tempo – dai suoi sgargianti murales.

Opere, realizzate fra la gente, che da sempre creano interesse: domande a raffica all’artista, apprezzamenti per i soggetti scelti e per l’immediatezza della pennellata che è la caratteristica più evidente dell’arte naive.

Quest’estate l’artista ha “toccato” tre tappe lungo la penisola: Azzinano (in provincia di Teramo), Gabicce Mare (Pesaro) e Taurano (Avellino).

In quest’ultima località ha affrontato il tema dell’emigrazione, cioè un fenomeno che ha segnato non poco, ai primi del Novecento, questa comunità campana.

Davvero in tanti erano partiti dal porto di Napoli, con le valigie di cartone in mano e mille speranze nel cuore: Mora ha ricordato quei momenti non facili, attraverso un murale “addolcito” dall’inconfondibile fantasia piena di colori del pittore naif.

Invece ad Azzinano ha creato un maxi affresco (di 12 metri x 2 metri) all’ingresso del paese: una sorta di biglietto da visita per annunciare che lì si possono ammirare, ricostruiti negli anni dagli artisti, i giochi di una volta.

Un’esperienza che va avanti dal 2001 e si può proprio dire che Azzinano abbia “adottato” tanti creativi.

Bagno di folla pure a Gabicce Mare – dove era presente anche un altro affermato artista naif reggiano, cioè Dino Fiorini di Fabbrico – facendo conoscere (come avviene da oltre trent’anni) l’arte naive in piazza, sotto una tensostruttura. Poesia e fantasia dispensate a piene mani.

«Le persone hanno tanto bisogno di sognare e me ne parlano mentre dipingo fra loro. Nel murale – spiega Mora – metto le emozioni che provo ed i soggetti che ho in mente in quel preciso momento. Fare arte in mezzo alla gente è cultura. E poi mi piace portare la creatività naive – conclude – dove non è conosciuta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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