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Primarie, i sindaci stanno con Bonaccini

Primarie, i sindaci stanno con Bonaccini

Con Richetti soltanto Bini, Malavasi e il coordinatore dei Comitati, Gazza: «La nostra campagna sarà fuori dal Pd»

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REGGIO EMILIA. Se a votare fossero solo i sindaci, le primarie per la scelta del candidato alla successione di Vasco Errani sarebbero una formalità. Almeno nella nostra provincia, i sindaci che hanno già scelto Stefano Bonaccini sono circa una trentina, e sono solo tre quelli che si sono schierati con Matteo Ricchetti: Massimo Gazza di Boretto, (coordinatore del comitato provinciale), Enrico Bini di Castelnuovo Monti e Paolo Burani di Cavriago. Altri, come Mauro Bigi di Vezzano sul Crostolo e Lucio Malavasi di Rio Saliceto, sono orientati a sostenere Ricchetti, ma non hanno ancora ufficializzato la loro decisione. Ne restano meno di una decina che non si sono espressi.

Tra questi, c’è chi lo farà domani, quando le firme verranno depositate, e chi – come i tre sindaci della Val d’Enza Marcello Moretti di Sant’Ilario, Paolo Colli di Montecchio e Enzo Musi di Canossa – prima di schierarsi vuole vedere i programmi. «Ne abbiamo parlato insieme – dice Marcello Moretti – e vogliamo capire cosa pensano i candidati per l’area vasta che a noi interessa particolarmente». Ad oggi, secondo i dati, per Ricchetti sono state raccolte 1.600 firme, di cui 650 di iscritti. Per Bonaccini, circa 850 le firme da parte di altrettanti iscritti.

Insomma quella del parlamentare modenese, renziano “doc” ed ex presidente dell'assemblea regionale, pare una corsa in salita, anche se la macchina organizzativa è già partita in vista del 20 settembre, quando Richetti sarà a Reggio per il suo tour elettorale in tutta la provincia. «Sarà un momento di incontri soprattutto al di fuori del Pd, con visite in aziende e incontri con imprenditori, in cui affrontare i temi che sono prioritari come lavoro, occupazione e valorizzare le eccellenze del nostro territorio», afferma il sindaco di Boretto, Massimo Gazza. Intanto i comitati a sostegno di Ricchetti, aggiunge, «sono arrivati a trenta in tutta la provincia, compreso quello a Reggio città». Ma le difficoltà non mancano. E quella maggiore «è spiegare a gran parte degli organi dirigenti e gli amministratori che stanno con Bonaccini, che la nostra non è una opzione eretica dentro al Pd, ma che ha piena cittadinanza: le assemblee e la raccolta firma lo dimostrano. Con noi sono venuti molti di coloro che facevano parte dei comitati a sostegno di Renzi della prima ora, giovani compresi». Di certo, commenta Gazza «il candidato sostenuto da gran parte del sistema emiliano ha una visibilità superiore, ma la campagna elettorale comincia adesso. Uno dei nostri problemi principali è la forte burocratizzazione di un sistema centralizzato che grava anche sulle imprese e per risolverlo, come sostiene Ricchetti, occorre un maggior riequilibrio territoriale proprio come chiedono anche i sindaci dei comuni capoluogo». (r.f.)

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