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DIRETTA Regione, tsunami sul Pd. Oltre a Richetti è indagato anche Bonaccini

DIRETTA Regione, tsunami sul Pd. Oltre a Richetti è indagato anche Bonaccini

Inchiesta "spese pazze": fulmine martedì sera sul segretario regionale del Pd Stefano Bonacini, che risulta essere indagato insieme al deputato Stefano Richetti. Entrambi erano in lizza per le primarie Pd del dopo-Errani. Richetti si è ritirato in mattinata, Bonaccini: "Non mi ritiro, chiarirò al pm"
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Da sinistra Matteo Richetti, deputato del Pd che si è ritirato dalla corsa alle primarie regionali. A destra Stefano Bonaccini

REGGIO EMILIA. I candidati alle primarie del Pd Stefano Bonaccini e Matteo Richetti sono indagati nell'inchiesta "spese pazze". Dopo l'ammissione dell'avvocato del deputato modenese Richetti (il quale ha annunciato in mattinata il suo ritiro dalla corsa alle primarie del centrosinistra per il dopo-Errani) è giunta in serata la notizia dell'iscrizione nel registro del suo sfidante, Stefano Bonaccini. Nell'inchiesta partita nel 2013 sono già coinvolti i capigruppo dell'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna. Nel mirino della procura di Bologna ci sono le spese effettuate dai consiglieri regionali (LEGGI L'ARTICOLO).

Due eventi privi al momento di un collegamento diretto, ma che hanno segnato la giornata del deputato del Pd. Richetti è escluso dalla corsa alle primarie perché non ha presentato entro le 12 di oggi - termine ultimo - le firme necessarie previste dal regolamento.  Il comitato organizzatore delle primarie sta in queste ore verificando la validità delle firme degli altri due candidati Pd, Stefano Bonaccini e Roberto Balzani, ai quali dovrebbe aggiungersi Matteo Riva del Centro democratico.

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LA GIORNATA

ore 21.11 «Presidente, con Richetti e Bonaccini indagati cosa succederà per le primarie in Emilia-Romagna?». È questa la domanda che i cronisti rivolgono al premier Matteo Renzi al termine del programma Porta a Porta, chiedendo un commento sull'iscrizione nel registro degli indagati, nell'ambito dell'inchiesta 'spese pazzè di Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, entrambi candidati alle primarie Pd. Ma Renzi, entrando in auto all'uscita degli studi Rai, si limita a rispondere «buon lavoro».

ore 21.09 Boschi: "Nessuno ha chiesto a Richetti di ritirarsi". «Non so perché Richetti si sia ritirato dalle primarie e comunque ha detto» che la scelta «non è legata all’indagine» sulle spese pazze dei consiglieri dell’Emilia Romagna, ma «da Roma come nessuno gli ha chiesto di candidarsi nessuno gli ha chiesto di ritirarsi. È stata una sua scelta». Lo ha detto la ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi, a ’Otto e mezzò su La7. «La magistratura - ha aggiunto - deve fare il proprio corso» e «come cittadina ricordo che un’indagine non corrisponde a una condanna»..

ore 20.56. "Tutto il Consiglio regionale è indagato". "I Pm hanno preso le spese di tutti i consiglieri, anche di quelli per cui non vi era notizia di reato». Lo afferma l'ex M5s Giovanni Favia su facebook, dopo che è emerso che anche Stefano Bonaccini, oltre a Matteo Richetti, è indagato con almeno altri sei consiglieri regionali del Pd, nell'inchiesta della Procura di Bologna sulle spese pazze dell'Assemblea legislativa. I magistrati - sottolinea Favia, consigliere regionale anche lui - «hanno dato gli scatoloni ad una squadra di finanzieri che si sono dovuti analizzare 35.000 scontrini, perlopiù senza le dovute pezze d'appoggio e con un quadro normativo e regolamentare incerto che lasciava enorme discrezione all' eletto. Quindi tutti gli eletti sono sotto la lente d'ingrandimento della procura». «La notizia degli otto del Pd indagati è fuorviante, perchè le indagini sono secretate e pertanto non arrivano agli indagati gli avvisi di garanzia: per sapere se si è indagati bisogna recarsi in Procura e fare un accesso agli atti personale. Evidentemente quegli otto del Pd lo hanno fatto. Ciò non significa che solo loro sono indagati...tutt'altro». Dunque «ciò che conta» per Favia non è essere oggetto di una «investigazione a tutto tondo, ma ciò che i Pm contesteranno alla fine dell'indagine, e sopratutto se contesteranno qualcosa e a chi. Tutto il resto sono bolle di saliva».

ore 20.47 D'Alema: siamo fiduciosi. «Quando la magistratura indaga, bisogna rispettarne l’attività. Naturalmente noi sappiamo che in tantissimi casi le indagini si concludono con il proscioglimento o con l’archiviazione. Siamo fiduciosi». Commenta così l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Stefano Bonaccini e Matteo Richetti, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bologna sulle cosiddette ’spese pazzè dell’assemblea legislativa. D’Alema è ospite alla festa dell’Unità di Firenze per partecipare ad un dibattito

ore 20.30. Bonaccini resta in sella. Stefano Bonaccini non si ritira: «Ho appreso poco fa - scrive in una nota - che la Procura sta svolgendo accertamenti anche sul mio conto e ho già comunicato, attraverso il mio legale Vittorio Manes, di essere formalmente a disposizione per chiarire ogni eventuale addebito. Confido di poter dare al più presto ogni opportuno chiarimento»

ore 20. Indagato anche Bonaccini. Anche Stefano Bonaccini, candidato alle primarie del centro sinistra in Emilia-Romagna e segretario regionale autosospeso del Pd, è indagato nell'inchiesta per peculato della Procura di Bologna. Lo conferma il suo legale, avvocato Vittorio Manes. «Ho appreso da poco - ha Manes raggiunto dall'Ansa - che la Procura di Bologna sta svolgendo indagini anche sul mio assistito, così come su altri. E ci siamo subito messi a disposizione per chiarire ogni eventuale addebito». In mattinata, dopo l'annuncio del ritiro, si era appreso dell'iscrizione nel registro degli indagati del principale sfidante di Bonaccini, Matteo Richetti.

ore 18.50. Indagati altri sette consiglieri Pd. Matteo Richetti non è il solo indagato nell’inchiesta per peculato della Procura di Bologna sui costi della politica dell’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna. Da quanto si apprende sarebbero altri sette i consiglieri del Pd iscritti sul registro ed è probabile che le iscrizioni riguardino anche altri gruppi e siano quindi in numero maggiore. Dalla Procura comunque si mantiene il massimo riserbo. L’inchiesta punta a verificare ogni singola spesa del ’parlamentinò regionale spulciando ogni voce per cui è stato chiesto il rimborso nel periodo compreso tra maggio 2010 e dicembre 2011. La chiusura delle indagini non dovrebbe arrivare prima di fine settembre anche perchè sono ancora al vaglio alcune posizioni.

ore 18.38. Balzani c'è. Sono state depositate ieri mattina, presso la sede regionale del Partito Democratico in via Cairoli a Bologna, le firme raccolte tra i delegati all'Assemblea Regionale del Partito Democratico, a sostegno di Roberto Balzani, candidato alle primarie di centrosinistra per la Presidenza della Regione Emilia-Romagna. Dall'ufficio stampa dell'ex sindaco di Forlì hanno fatto sapere che sono 30 le firme raccolte, sei in più delle 24 richieste. Nel frattempo sta procedendo la raccolta delle quattromila firme, tra iscritti al Pd ed elettori, previste dal regolamento. Le firme stanno provenendo da tutti e 20 i Comitati pro Balzani, presenti in tutte le province  emiliano-romagnole.

ore 17: Bonaccini dà buca ai reggiani. Giornata convulsa per il candidato alle primarie di centrosinistra Stefano Bonaccini, giunto in mattinata a Reggio e poi "scappato" a Bologna dopo la notizia del ritiro di Ricchetti. Nel pomeriggio il segretario regionale del Pd ha mantenuto fede all'appuntamento con i lavoratori della Greslab di Scandiano, dove si è recato in visita elettorale, passando poi alla Emiliawine. Poi la nuova "fuga" verso Bologna, che ha lasciato a bocca asciutta gli amministratori reggiani (con i quali aveva fissato un incontro alle 18 all'albergo Le Notarie) e con FestaReggio, alla quale si doveva recare per un dibattito pubblico.

ore 16.30: "Il ritiro? Una decisione politica". «La rinuncia alla candidatura alle primarie non è assolutamente legata all’indagine per peculato». Lo dice Gino Bottiglioni, legale di Matteo Richetti, confermando che il suo assistito, oggi parlamentare Pd, è coinvolto nell’inchiesta della Procura di Bologna per le spese pazze in Regione: «La decisione - conferma - è politica». Questa mattina l’avvocato Bottiglioni ha verificato l’esistenza del  procedimento a carico di Richetti, «che peraltro era nell’aria, ma non si può per ora sapere con certezza se riguardi la questione delle auto blu». Il nome di Matteo Richetti compare nell’esposto presentato da Andrea Defranceschi, del Movimento 5 Stelle, sulle auto «da casa a casa» nel periodo in cui era stato presidente dell’assemblea regionale, cioè fino al 2012.

ore 16: Nuova tegola: Richetti indagato. Il deputato Pd che oggi si è ritirato dalla corsa per le primarie del centrosinistra, risulta indagato nell'inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dell'assemblea legislativa regionale di cui è stato anche presidente. Un'altra tegola giunta in giornata sulla testa di Richetti, iscritto nel registro degli indagati nell'inchiesta sulle "spese pazze" del consiglio regionale, che vede indagati anche molti altri consigliere dell'assemblea.

ore 15: Matteo Richetti su facebook: "Mi ritiro perché serve unità".  Ecco il messaggio integrale: "L'unità è un valore che non va solo dichiarato, ma anche praticato. Per me, in politica, è un valore importante, così come lo è trovare un punto di sintesi, di lavoro insieme. Per questo non metterò in campo la mia candidatura. Decisione sofferta e meditata, ma credo sia nell'interesse dell'Emilia Romagna e del PD. Ora non è il momento delle divisioni, il nostro Paese e la nostra regione non possono permetterselo. Nel tempo in cui stiamo portando avanti riforme importanti per l'Italia accolgo l'invito, arrivato da più parti, all'unità. Lo faccio perché non basta prendere applausi scroscianti dal nostro popolo, dai democratici, quando si fanno appelli alla coesione. Bisogna saperla realizzare. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno messo la loro faccia e la loro firma a mio sostegno, sapendo che non una goccia di questo sforzo andrà perduta".

ore 14: E' ufficiale, Richetti si ritira. Matteo Richetti non ha presentato, la propria candidatura, al termine fissato alle 12. Il comitato organizzatore delle primarie sta in queste ore verificando la validità delle firme degli altri due candidati Pd, Stefano Bonaccini e Roberto Balzani.

ore 13.30. Il fulmine su Reggio. Bonaccini apprende la notizia mentre è in visita a Reggio Emilia, dove è stato accolto da alcuni amministratori locali e dal segretario provinciale del Pd Andrea Costa. Si alza dalla tavola da pranzo allestita nella sala mensa della coop Unipeg di Regigo (foto sopra) per rispondere a diverse telefonate. Poi

ore 13: Richetti lascia: rumors da Bologna. Si diffondono le voci da Bologna sul colpo di scena sulle primarie del centrosinistra in Emilia Romagna. Il deputato Matteo Richetti potrebbe ritirarsi dalla corsa e convergere su Stefano Bonaccini. Alla base della decisione, che Richetti sta valutando in queste ore, non sarebbe estranea la volontà del Pd nazionale di evitare uno scontro fratricida tra i due esponenti renziani alla consultazione del 28 settembre.

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Bonaccini oggi durante la visita a Reggio Emilia assieme all'assessore comunale Valeria Montanari, Roberta Mori (consigliere regionale), Mirko Tutino (assessore comunale) e Andrea Costa (segretario provinciale del Pd)

 

 

 

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