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"Spese pazze" in Regione, indagati 8 consiglieri del Pd. Richetti si ritira

"Spese pazze" in Regione, indagati 8 consiglieri del Pd. Richetti si ritira

Sarebbero otto gli esponenti del Pd compresi nell'inchiesta bolognese. Anche Matteo Richetti, che oggi si è ritirato dalla corsa per le primarie del centrosinistra, risulta indagato

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BOLOGNA. Sono otto i consiglieri regionali del Pd dell'Emilia-Romagna indagati per peculato nell'inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dell'assemblea legislativa. È probabile che le iscrizioni riguardino anche altri gruppi, così come è possibile che il numero aumenti.

A quanto filtra da ambienti politici, nei giorni scorsi alcuni esponenti del Pd si sono recati in Procura, attraverso i propri avvocati, a fare istanza ex articolo 335 per sapere se ci sono procedimenti a proprio carico e tra questi, appunto, Matteo Richetti, assistito dall'avvocato Gino Bottiglioni, che lo ha visionato e ha fatto richiesta di avere copia degli atti. Nessun commento nè conferma arriva dalla Procura, per mezzo del procuratore aggiunto e portavoce Valter Giovannini.

CAOS PRIMARIE, TUTTE LE NOTIZIE

Quando la Gdf a ottobre 2013 si era recata negli uffici della Regione per un'ulteriore acquisizione documentale dopo la prima 'visità, era emerso che ad essere indagati erano i nove capigruppo del consiglio. Ricevute in estate le ultime informative sui vari gruppi da parte dei finanzieri, i magistrati titolari del fascicolo sulle spese del consiglio regionale che era partita prendendo in considerazione le spese da giugno 2010 a dicembre 2011, il Pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, che lavorano con la supervisione del procuratore Roberto Alfonso e del procuratore aggiunto Valter Giovannini, sono in attesa di definire ancora alcune posizioni soggettive. Sono comunque aperti fascicoli 'separatì per ciascun gruppo consiliare. L'impressione è che l'inchiesta non venga chiusa, con la notifica di avvisi di fine indagine, prima di metà ottobre e quindi dopo le primarie del centro-sinistra.

RICHETTI SI RITIRA DALLE PRIMARIE. «La rinuncia alla candidatura alle primarie non è assolutamente legata all’indagine per peculato». Lo dice Gino Bottiglioni, legale di Matteo Richetti, confermando che il suo assistito, oggi parlamentare Pd, è coinvolto nell’inchiesta della Procura di Bologna per le spese pazze in Regione: «La decisione - conferma - è politica». Questa mattina l’avvocato Bottiglioni ha verificato l’esistenza del procedimento a carico di Richetti, «che peraltro era nell’aria, ma non si può per ora sapere con certezza se riguardi la questione delle auto blu». Il nome di Matteo
Richetti compare nell’esposto presentato da Andrea Defranceschi, del Movimento 5 Stelle, sulle auto «da casa a casa» nel periodo in cui era stato presidente dell’assemblea regionale, cioè fino al 2012.

Sul conto di Richetti era stato aperto un procedimento a parte su esposto del consigliere del Movimento 5 Stelle Andrea Defranceschi sull'uso delle auto blu "da casa e per casa" nel periodo in cui Richetti fu presidente del consiglio regionale. «Ci domandavamo perchè si fosse ritirato. Pare sia colpa mia» scrive su facebook Defranceschi commentando le notizie di stampa sull'iscrizione di Ricchetti nel registro degli indagati.

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