«Si sono cambiati per non farsi riconoscere»
Rodolfo Garofani racconta la cattura dei due giovani da parte degli addetti alla sicurezza del locale
BAISO. Il primo soccorso alla ragazza e un ruolo decisivo per identificare i due presunti aggressori. Rodolfo Garofani, conosciutissimo esperto di sicurezza residente a Cavola, ha vissuto tutte le fasi più concitate della vicenda di venerdì notte al Sophia, la discoteca estiva ospitata dalla storica piscina Lido dei Calanchi. Garofani lavora per la Master Security, l’agenzia di Modena che si occupa della sicurezza nel locale di Baiso, ed è stato fra i primi a intervenire nel parcheggio di fronte al locale.
Campione di kick boxing, esperto di diverse arti marziali, da decenni lavora nel settore, sia nei locali reggiani ed emiliani sia seguendo personaggi di grande fama. Da Demi Moore a Brigitte Nielsen e Simona Ventura, per passare al campionissimo di motociclismo Marc Marquez. Nei prossimi giorni, infatti, sarà a Misano per il Motomondiale.
Venerdì scorso era di servizio al Sophia, con i colleghi della Master Security. «Ero all’ingresso del locale, quando dei ragazzi mi hanno chiamato, perché una ragazza fuori stava male e c’erano due persone vicino a lei, non si capiva bene cosa fosse successo», racconta. «Siamo subito intervenuti, io mi sono occupato della ragazza, ho detto a qualcuno dei suoi amici di avvisare il 118, e nel giro di pochi minuti è arrivata un’ambulanza, sono stati bravissimi e molto veloci. La ragazzina aveva i pantaloni un po’ abbassati, li ho tirati su e l’ho messa di lato per farla respirare meglio, nel caso non stesse bene», spiega.
Nel frattempo, gli altri addetti alla sicurezza hanno fermato i due presunti aggressori, grazie alle descrizioni fornite. E nonostante un trucchetto dei due: «Prima di rientrare in discoteca quei due si sono cambiati maglietta. Forse avevano un cambio, o una felpa, comunque sono rientrati con una maglia nera, mentre prima avevano altri abiti addosso», rivela Garofani.
«Fra l’altro, quando li abbiamo fermati, uno dei due mi ha detto che era stata la ragazza a volerlo; io gli ho risposto che quello non spettava a lui dirlo, che avrebbero indagato».
Bloccati i due giovani, «li abbiamo trattenuti finché non sono arrivati i carabinieri: tutto è andato bene, ci siamo comportati tutti con professionalità in una situazione complessa, collaborando tutti insieme, noi addetti alla sicurezza, i carabinieri, i soccorritori».
E alla professionalità Garofani ci tiene: «In un’intera stagione estiva non abbiamo mai avuto un solo problema dentro al locale, ne sono fiero. I ragazzi devono capire che devono andare in discoteca per divertirsi, non per fare altro. E noi non siamo lì per dare loro fastidio, tutt’altro, ma solo per fare in modo che tutto vada bene e che tutti stiano tranquilli», sottolinea. La nottata, fra l’altro, non si è fermata qui, ma ha regalato un altro momento agitato. Un ragazzo molto nervoso ha aggredito un carabiniere chiamato dalla sua ragazza per calmarlo: «Ho visto anche quella scena, è successa sempre davanti al parcheggio, il ragazzo sembrava quasi tranquillo e poi di scatto è partito con una testata, non riuscivano a tenerlo buono, né la sua ragazza, né gli amici».
Adriano Arati
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