Arriva H&M, i commercianti si dividono
I piccoli negozi di fronte al colosso. Gli ottimisti: «Più gente in centro storico». I pessimisti: «Non ci resta che chiudere»
REGGIO EMILIA. La gamma dei giudizi sull'apertura di H&M a palazzo Busetti (oggi l’inaugurazione, domani l’apertura al pubblico) da parte dei commercianti reggiani è quanto mai articolata. Si spazia dalla speranza che la catena di abbigliamento casual funzioni come un magnete per il centro storico al timore che il suo arrivo finisca per affossare definitivamente i piccoli negozi.
C'è chi la definisce l'Ikea dell'abbigliamento, e chi una multinazionale il cui impatto non farà altro che "omologare e massificare l' offerta". Come sintetizza Athos Luppi, titolare del negozio di abbigliamento "Via Emilia Spirito", secondo il quale l'arrivo di H&M «per chi come me e tanti altri commercianti che negli ultimi trent’ anni hanno cercato di proporre un modello e un’idea di gusto, non mi resta che registrare che sta andando avanti un’omologazione spesso giocata sul prezzo». «La via Emilia è lunga un chilometro e c'è un ricambio fortissimo» dice invece Stefano Agnello, titolare di "Minimal Boutique", indicando il punto vendita Carpisa che dal 31 agosto ha chiuso i battenti definitamente. «H&M è un grande marchio - aggiunge - e non so se Reggio ha un bacino di utenza sufficientemente vasto per sostenerlo. Di certo attirerà persone in centro. Anche chi punta a vestirsi con 30 euro. Io ho fatto una scelta diversa. Vedremo».
Gianna Dallari di "Effetto Donna" è preoccupata e non lo nasconde. «Noi piccoli - commenta - possiamo andare a casa. Io posso proporre tre quattro articoli, H&M trenta magliette diverse. Come posso competere? Dai cinesi ci vanno e non lo dicono. Da H&M ci vanno e lo dicono perché è un marchio che fa tendenza. Non so e ci rivedremo». Di parere opposto è Maura Grassi, responsabile del punto vendita Oltre, per la quale «sia l'arrivo di H&M e a breve l'apertura di Sephora non può che fare bene ad un centro storico sempre più decadente. La differenza la fanno il personale e il prodotto. Un nuovo negozio non potrà che aumentare il passeggio in centro. Meglio H&M che un palazzo vuoto di fronte». Stesso concetto lo esprime Jessica Vacondio di Subdued per la quale il primo effetto sarà quello di «attirare persone in centro, poi starà a noi proporre articoli che invoglino all'acquisto. Certo la situazione è complicata per tutti». «La stessa paura c'era quando sono arrivati Coin e Zara. Ma alla fine la differenza la fanno i bravi dipendenti che vanno attentamene selezionati e il prodotto» dice Veruscka Montanari che da maggio gestisce il punto vendita in Piazza Battisti "Imperfect Donna. «Per la città è un bel regalo e speriamo che funzioni e porti benessere per tutti» sintetizza Claudio Paglia di Ombre, anche perché il suo target di clienti è diverso dal temuto H&M.
Roberto Fontanili
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