«Comincia a preparare la tua bara...»
Un figlio 39enne nei guai per botte e minacce di morte all’anziana madre: il giudice l’ha allontanato dalla casa familiare
REGGIO EMILIA. «Ti butto giù dal balcone...comincia a pagare la tua bara». Queste minacce di morte sono di un figlio 39enne alla madre. Un rapporto familiare divenuto pian piano un inferno e due mesi fa la mamma, sfinita e terrorizzata, si è decisa a denunciare il figlio.
Ed è in quel momento che sono scattate le indagini dei carabinieri – coordinate dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani – da cui è uscito un "quadro" terribile. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 39enne non lavora da tempo e l'alcol sarebbe il suo grosso problema, quindi per avere i soldi per comprarsi quanto gli serve per sonore bevute ha cominciato a maltrattare la madre non più giovane che, oltretutto, vive solo della sua pensione.
La situazione, in quell'appartamento di Reggio in cui madre e figlio coabitano, degenera fra il 29 e il 30 luglio scorso.
Nel pomeriggio il 39enne colpisce il genitore alla spalla con un telefono, facendolo cadere. Poi nella notte una nuova aggressione fra botte e suppellettili sbattute violentemente a terra, con la madre che è costretta a barricarsi nella camera da letto, chiudendosi a chiave.
Ma il figlio è fuori di sè e prende un martello per aprirsi un varco nella porta: martellate che creano un buco ed è a quel punto che la mamma, in preda al panico, chiama il 112. Una volta che i carabinieri liberano la donna da quel terribile “assedio”, si rende necessario il suo trasporto in ospedale al pronto soccorso del Santa Maria: per gli spintoni e le percosse ricevute ha lesioni giudicate guaribili in 5 giorni.
Una situazione da incubo che finisce in una denuncia (presentata il 31 luglio) e il figlio (di cui non forniamo le generalità per non rendere identificabile la vittima) è stato poi raggiunto da una misura restrittiva, su richiesta della procura allarmata per l’escalation di questi atti violenti fra le mura domestiche.
Il gip Giovanni Ghini ha ritenuto la madre attendibile e il suo racconto in denuncia coerente, inoltre il 39enne è recidivo.
Una valutazione complessiva che ha portato il giudice ad applicare l’allontanamento del 39enne dalla casa familiare, inoltre non può avvicinare la madre nei luoghi che abitualmente frequenta.
Una prima “mossa” giudiziaria, in vista del completamento dell’inchiesta e la relativa richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Pantani che ha sul tavolo gli accertamenti effettuati dai carabinieri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
