È a Praticello l'infermeria che salva i gatti abbandonati
In cinque anni le volontarie hanno curato 69 mici e svezzato cento cuccioli. L'ultimo straordinario recupero da un bidone della spazzatura a Nocetolo
GATTATICO (REGGIO EMILIA). Metti una bibliotecaria, una negoziante e tre pensionate accomunate da un amore grande: quello per i gatti. Il risultato sarà l’apertura di una vera e propria “infermeria felina”: un incrocio tra un pronto soccorso e una nursery dove gatti feriti e abbandonati possono contare su cure attente (in collaborazione con un veterinario) e una mobilitazione straordinaria per trovare per ciascuno una famiglia. Siamo a Praticello e loro sono Mara Aguzzoli, Ileanda Donelli, Maria Rosa Marconi, Clementina Carpi e Trudi Magnani. Cinque volontarie che hanno dato vita dall’associazione “I gatti di Gattatico”. E che continuano a lavorare sodo grazie a un nutrito numero di volontarie quali Cristina Larini, Anna Bertozzi, Liliana Zampella, Maria Grazia Magnani, Cinzia Fontanesi, Loredana Campanini, Valentina Bertazzoni, Lorena Chiari ed Eleonora Valentini.

Qualche anno fa le eravamo andate a trovare nella prima struttura in cui avevano allestito il loro piccolo “ospedale da campo felino”. Oggi, grazie all’aiuto dell’Enpa, possono contare su due confortevoli container (posizionati su suolo pubblico messo a disposizione dall’amministrazione comunale) dove ospitare i gatti di cui si occupano. «Non siamo un gattile - ci tiene a sottolineare Mara mentre ci racconta della sua attività - Non avremmo né modo né spazio per esserlo. Siamo qualcosa di diverso: una infermeria, ci piace chiamarla. Perché i gatti che passano di qua dopo essere stati curati o svezzati vengono tutti affidati a delle famiglie». Le storie delle quali si occupano sono vere e proprie emergenze.

Come quella di Grillo, un gattino di pochi mesi che in questi giorni scorrazza per il container: è stato trovato abbandonato insieme ai fratellini quando avevano pochi giorni di vita dentro a un bidone della spazzatura, a Nocetolo. «Lui è il solo che si è salvato. E’ stato un caso: una signora ha sentito dei lamenti buttando il pattume. E’ difficilissimo accorgersi di queste cose quando purtroppo capitano. Si vede che lui era il più forte di tutti e si è fatto sentire. Gli altri sono morti, lui ha dimostrato una tenacia grandissima. Grazie al lavoro delle nostre volontarie, lo abbiamo svezzato e tra pochi giorni andrà dalla sua nuova famiglia» racconta Mara.

La storia di Nella, invece, è più difficile. «E’ una gattina di qualche mese più grande, trovata abbandonata - spiega - Ma deve aver avuto un trauma molto forte perché soffia a tutti quelli che le si avvicinano. E’ la prima volta che ci capita un caso così complesso. Interagisce solo con Grillo. Ma speriamo di riuscire a farcela anche con lei». Nella si chiama così perché Antonella è il nome della signora che l’ha trovata.

«Ci piace chiamare i gatti col nome di chi li salva» confida Mara. Le volontarie dell’associazione si prendono cura anche di cinque colonie feline presenti sul territorio. Si sono mobilitate per la sterilizzazione delle femmine e l’affidamento dei cuccioli. Dando un contributo decisivo al controllo del randagismo felino. Ora, stanno cercando una famiglia per un gatta che vive in un casolare di campagna. Il proprietario è morto. E dopo aver sistemato la sua cucciolata, cercano qualcuno anche per lei. Dal 2009 - anno in cui è iniziata la loro attività - a oggi sono state oltre 200 le femmine fatte sterilizzare,69 i gatti a cui hanno prestato cure, un centinaio i cuccioli svezzati. Nell’infermeria, un registro segna ingressi e uscite, cure, condizioni di ogni “paziente”. Come un vero e proprio presidio sanitario. «La cosa bella, però, è che alla fine riusciamo sempre a sistemarli in una famiglia» racconta Mara.
Per aiutare “I gatti di Gattatico”: Mara 0522-908767.
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