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Regali e alberghi di lusso nel mirino nomi eccellenti

Enrico Lorenzo Tidona
Regali e alberghi di lusso nel mirino nomi eccellenti

La vicenda coinvolge ora 17 consiglieri: ma l’inchiesta rischia di allargarsi ancora Quattro i pm impegnati da due anni a vagliare rimborsi chilometrici e trasferte

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REGGIO EMILIA. L’inchiesta sulle «spese pazze» è ormai alle battute finali e si concluderà dopo le primarie regionali del centrosinistra del 28 settembre. Questa è l’unica certezza al momento, sulla quale si può fare affidamento nella complessa vicenda soprannominata rimborsopoli, che vede indagati al momento 17 consiglieri dell’Emilia-Romagna ma che sembra destinata ad ampliarsi a macchia d’olio.

Otto sono i nomi “nuovi” - tra cui quelli di Richetti e Bonaccini in qualità di ex presidente dell’Assemblea - assurti alle cronache solo ieri. Ma ce ne sono altri nove già trapelati a fine 2013, quando l’inchiesta è diventata di dominio pubblico.

L’inchiesta condotta dai pm Antonella Scandellari e Morena Plazzi, sotto la supervisione del procuratore capo Roberto Alfonso e del suo vice Valter Giovannini, ha messo sotto la lente i rimborsi chiesti da alcuni rappresentanti del consiglio regionale. Nelle carte prese in esame dai quattro magistrati, ci sarebbero spese regali di Natale (panettoni, vino e zamponi), seguiti a un’informativa che parlava di pernottamenti in alberghi di lusso e spese per cene con rimborsi complessivi per oltre mezzo milione di euro in circa 19 mesi. Voci comprese tra le “spese di rappresentanza”, alcune riferite al Natale 2010, festività che rientra nel periodo preso in esame dalla magistratura, dal maggio 2010 al dicembre 2011. «C’è un’indagine in corso, e nessuno più di me, credo di averlo dimostrato, rispetta il lavoro della magistratura e la sua piena autonomia» aveva detto l’ex presidente della Regione Vasco Errani, che pochi mesi dopo si è dimesso perché condannato in primo grado per l’inchiesta Terremese.

Nei vari capitoli relativi alle «spese pazze» il Pd avrebbe speso 8mila euro in agende, Parmigiano Reggiano, spumante Ferrari, zamponi e panettoni. Il Pdl, invece, ha speso 3mila euro per libri e agende. Sel ha fatto regali natalizi per 2.200 euro, tra i quali omaggi e buoni regalo. L'Udc ha comprato generi alimentari e vini per 1.000 euro. La Lega nord, infine, ha regalato solo panettoni: in tutto 800 euro.

Ma spuntano anche altri rimborsi dei gruppi consiliari dell'Emilia-Romagna: in 19 mesi, il gruppo Pdl ha totalizzato tra rimborsi chilometrici, taxi e autonoleggio 277.000 euro; nella stessa voce il Pd è a 85.000, mentre è a 89.000 per libri e giornali.

Dopo un primo accesso avvenuto nel 2012 della Guardia di Finanza nella sede della Regione Emilia-Romagna per acquisire faldoni e iniziare a “spremere” i conti del consiglio regionale, nell’ottobre del 2013 era arrivata la notizia di iscrizioni nel registro degli indagati, per peculato, cioè l'indebita appropriazione di denaro pubblico da parte di pubblici ufficiali. Tra questi c’era la reggiana Liana Barbati (Idv). Sono coinvolti tutti i partiti: nel mirino ci sono infatti i capigruppo della legislatura iniziata nel 2010. I gruppi dell'assemblea legislativa attualmente sono nove: Pd (Marco Monari), Movimento 5 Stelle (Andrea Defranceschi), Idv (Liana Barbati), Lega Nord (Mauro Manfredini), Federazione della Sinistra (Roberto Sconciaforni), Udc (Silvia Noè), Sel-Verdi (Gianguido Naldi). Il Pdl, a causa della sospensione dalle funzioni di consigliere regionale di Luigi Villani per l'inchiesta Public Money a Parma, da aprile è guidato da Gianguido Bazzoni, mentre il Misto (tre consiglieri) è presieduto dall'ex Idv Matteo Riva. In questi due casi, dal momento che non risulta che ai consiglieri siano stati recapitati avvisi, non è chiaro quali politici siano coinvolti nell'indagine, che in ogni caso - dopo un enorme lavoro sui documenti e un'analisi di quasi quarantamila voci di spesa - sembra arrivata alle battute finali.

Ricevute in estate le ultime informative sui vari gruppi da parte dei finanzieri, i magistrati titolari del fascicolo sono in attesa di definire ancora alcune posizioni soggettive. Sono comunque aperti fascicoli “separati” per ciascun gruppo consiliare. L'impressione è che l'inchiesta non venga chiusa, con la notifica di avvisi di fine indagine, prima di metà ottobre e potrebbe riguardare altri nomi eccellenti.

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