Regione, Bonaccini depone in procura: contestate spese per 4mila euro. Saranno primarie a due con Balzani
Piovono reazioni e ipotesi dopo la giornata shock di martedì con la notizia che i due candidati alle Primarie del centrosinistra sono indagati per peculato
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REGGIO EMILIA. Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì, ha presentato a Bologna, entro il termine di mezzogiorno, la propria candidatura alle primarie del centrosinistra del 28 settembre, corredata dalle firme richieste dal regolamento delle primarie di coalizione. Le firme sono in corso di verifica e nel pomeriggio si riunirà la commissione per le primarie che ratificherà la sua candidatura e quella di Stefano Bonaccini (che le firme le aveva già presentate martedì). Salvo colpi di scena, a questo punto improbabili, almeno da questo punto di vista, le primarie del 28 settembre per la scelta del candidato presidente del centrosinistra per la Regione Emilia-Romagna, saranno un duello fra Stefano Bonaccini e Roberto Balzani.
LA GIORNATA.
Stefano Bonaccini, indagato per peculato dalla Procura di Bologna nell'ambito dell'inchiesta sulle “spese pazze” in Regione interviene sulla notizia che, nel giro di poche ore, ha messo in crisi il Pd e il discorso primarie, che ora traballano. Il segretario regionale del Pd, infatti, non rinuncia a correre, in vista del voto regionale e sta proseguendo la sua gara. Nel tweet riportato qui sotto si riferisce alla passata inchiesta sul caso dell'affido in gestione di un chiosco in un parco pubblico a Modena, per il quale fu prosciolto da ogni accusa.
Già in altra occasione fu riconosciuta mia correttezza. Ho fiducia nei giudici e nella mia onestà. Grazie x tanta vicinanza. Fa bene
— Stefano Bonaccini (@sbonaccini) 9 Settembre 2014«Grazie per tanta vicinanza, fa bene» aggiunge Bonaccini nel messaggio pubblicato ieri notte. Matteo Richetti, anche lui indagato, nella giornata di martedì aveva annunciato la sua rinuncia alla corsa alle primarie.
IERI SHOCK NEL PD: RICHETTI SI RITIRA E SPUNTANO OTTO "NUOVI" INDAGATI
ore 19.30 Il videomessaggio di Richetti: "Mi ritiro ma a testa alta"
ore 18.30 Bonaccini sentito 3 ore dai pm: contestati 4mila euro per rimborsi e cene. Poco meno di 4mila euro tra rimborsi chilometrici, cene e pranzi. Questa la cifra che la procura di Bologna contesta a Stefano
Bonaccini nell'ambito dell'inchiesta sulle "spese pazze" dei consiglieri in cui il candidato pd alle primarie è indagato per peculato. A confermare la cifra è lo stesso Bonaccini, sentito oggi a lungo dagli inquirenti (circa tre ore) accompagnato dal suo legale Vittorio Manes. Tra le contestazioni non risulterebbe la vicenda di una sua segretaria che avrebbe lavorato alla sede del Pd ma sarebbe stata pagata coi soldi del gruppo regionale.
ore 18 Riva si ritira dalla corsa: "Il Pd azzeri le primarie". Le candidature alle primarie vanno «azzerate». E la partita per la Regione va ricominciata da capo, mettendo a sedere tutta la coalizione intorno a un tavolo. A chiederlo è Centro Democratico, che ha deciso di ritirare il proprio candidato (il consigliere regionale Matteo Riva) dalla competizione.
ore 15 Bonaccini sapeva ma a ritirarsi per primo è Richetti. Presto nuovi indagati. Sono stati strettissimi i tempi in cui le vicende giudiziarie si sono riversate sulle primarie del Pd emiliano-romagnolo. Le istanze dei due candidati, Bonaccini e Richetti, infatti, per venire a conoscenza di eventuali procedimenti penali a loro carico, risalgono a inizio settimana: il primo ad andare in procura a Bologna è il legale di Bonaccini, lunedì, ieri tocca a quello di Richetti. Entrambi hanno ricevuto immediatamente le carte che li riguardano. I due sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di peculato nell'ambito dell'inchiesta sulle «spese pazze» in regione ai primi di agosto, dunque prima che entrambi scendessero in campo per le primarie. Una questione del tutto casuale, comunque: la procura starebbe iscrivendo gli indagati man mano che arrivano le informative della Guardia di Finanza. Oltre ai nove capigruppo e agli otto consiglieri Pd per cui si sa già dell'iscrizione, tutto lascia pensare che ci siano anche consiglieri di altri partiti nel registro. Fino a stamattina, però, gli unici ad aver presentato istanza erano Bonaccini e Richetti. la tempistica, comunque, mette in evidenza un altro aspetto: il messaggio di Richetti di lunedì sera con cui annunciava il suo ritiro ai fedelissimi (poi spedito martedì a una platea più ampia) lascia pensare che la scelta del deputato di ritirarsi sia slegata dalla vicenda giudiziaria. A meno che non avesse avuto già qualche avvisaglia
ore 12.20 Rinviata a martedì la direzione del Pd. La direzione del Pd, a quanto si apprende da fonti di partito, è stata rinviata a martedì prossimo. La riunione era chiamata domani a decidere la nuova segreteria e, visto gli eventi, avrebbe dovuto anche affrontare il caos scoppiato in Emilia Romagna, dopo l'indagine aperta per Matteo Richetti e Stefano Bonaccini.
ore 12 Bonaccini ferma la campagna, rinviato l'incontro con Sel. Questa mattina avrebbe dovuto incontrare Sel ma l'incontro è saltato dopo il caso politico-giudiziario che ha travolto nel primarie Pd per il dopo-Errani. In attesa di sviluppi, Stefano Bonaccini ha cancellato gli impegni previsti per oggi tra Bologna ed Imola in base al calendario definito alla fine della scorsa settimana. A partire, appunto, dal previsto confronto coi vendoliani, che nei giorni scorsi hanno incontrato anche l'altro candidato rimasto in campo, Stefano Balzani, per decidere se stringere o meno un patto elettorale col Pd. Non è ancora chiaro invece se Bonaccini, che già ieri è rientrato in fretta e furia da Reggio Emilia annullando tutti gli impegni, parteciperà questa sera alla festa dell'Unità di Bologna. Per ora dal Pd bolognese si sa solo che l'incontro non è stato cancellato.
ore 8.00 Bonaccini: "Solo una piccolezza, non mi ritiro". «Non mi ritiro, riuscirò a chiarire tutto e subito». Lo afferma, in un colloquio con Repubblica, Stefano Bonaccini. «Io? - si sfoga - Io ho girato con una Seat Ibiza e l'ho cambiata un anno fa a 345 mila chilometri in quattro anni. E da un anno - aggiunge - ho una nuova Seat che ha già 80 mila chilometri». «Mi accusano di una piccolezza - spiega Bonaccini, - una cosa assurda, ma non voglio commentare, voglio chiarire». «Non potevo pensare...- continua quindi - ma dalle inchieste si può uscire più puliti di prima. Sono stato già accusato dalla procura di Modena di abuso d'ufficio per un chiosco a piazza Ferrari quand'ero assessore. Mi accomunavano a Penati, ma sono uscito assolto del tutto, con formula piena». «Avrei approfittato di quanto? - si chiede il segretario regionale - Di poche centinaia di euro...io giro sempre da solo per il partito, non ho mai coinvolto nessun dipendente regionale, ma di cosa mi accusano?». Bonaccini si dice quindi a disposizione già da oggi. «Abbiamo un'intesa vera con Matteo - fa anche sapere. - A me l'organizzazione del partito in effetti piace, mi piace girare da nord a sud, ma ho fatto questa scelta e mi prendo questa responsabilità». Ma, conclude, «per me il partito è davanti a tutto».
ore 7.40 Puglisi: "Time out di 24 ore, poi avanti o bisogna resettare". Un break di 24 ore per ascoltare la base Pd e poi decidere se mandare a monte le primarie o andare avanti nella corsa a due tra Bonaccini e Roberto Balzani, i due "sopravvissuti" delle primarie in Emilia-Romagna. «Mi sembra la cosa più rispettosa», dice la senatrice Francesca Puglisi, che della sua proposta ha parlato questa mattina in tv ad Agorà commentando l'iscrizione nei registro degli indagati per peculato di Richetti e Bonaccini. Una pausa di riflessione «per decidere se proseguire in una corsa a due o resettare tutto in questo momento di difficoltà per il partito».
ore 7.30 Fassina: "Ho piena fiducia in Richetti e Bonaccini". «Matteo Richetti ha fatto una scelta che ha motivato soprattutto con ragioni politiche: la ricerca di unità del partito in un momento così difficile. Bonaccini ha detto che chiarirà». Lo ha detto Stefano Fassina, deputato Pd, intervenendo ad Agorà Estate, su Rai3, in merito alla decisione di Richetti di ritirarsi dalle primarie del centrosinistra per la corsa alla presidenza della Regione. «Ho piena fiducia in entrambi - ha continuato - aspettiamo di vedere cosa succede, si tratta di indagini in corso». «Sono due dirigenti di qualità, che hanno sensibilità politica e standard morali elevati - ha aggiunto Fassina - credo che nelle prossime ore avremo informazioni per poter procedere alle primarie e andare avanti per riuscire a dare all’Emilia-Romagna un presidente all’altezza dei problemi che deve affrontare».
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