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Castellarano rompe il fronte: via da Iren

di Enrico Lorenzo Tidona
 Castellarano rompe il fronte: via da Iren

Rivi: «Disdetto il patto di sindacato: valutiamo la vendita delle azioni». Vecchi striglia Fassino: no alla fusione con A2A

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REGGIO EMILIA. «Abbiamo disdetto il patto di sindacato in Iren che scadrà nel 2015 per tenerci le mani libere e decidere in autonomia come muoverci: se vendere le azioni o se restare. Ma tutto dipenderà dalla direzione presa da un’azienda che sembra sempre più lontana dai nostri territori». Sono le parole del sindaco di Castellarano Gian Luca Rivi, ma potrebbero essere quelle che a breve verranno pronunciate da altri sindaci reggiani azionisti della multiutility, che stanno valutando la rottura.

La questione è semplice e ormai consumata. Le casse dei comuni sono esangui, fatto che potrebbe giustificare di per sè la vendita delle azioni di Iren - in buona parte vincolate dal patto di sindacato - per riequilibrare i conti al di fuori dei vincoli del patto di stabilità. Ma a gravare sono soprattutto i rapporti sempre più deteriorati tra Iren e i piccoli azionisti, e tra questi ultimi e i grandi investitori, giunti ora a un nuovo minimo storico. A segnare una nuova frattura sono le dichiarazioni dei soci forti, in primis il sindaco-azionista di Torino, Piero Fassino, che ha rilanciato il matrimonio con il colosso lombardo A2A nonostante lo stop già pronunciato a gran voce dagli amministratori reggiani. Senza dimenticare, poi, i desiderata inviati da Reggio ai manager per il taglio delle spese, dei bonus, e per una maggiore attenzione agli interessi locali e ai servizi. Questioni prese in considerazione solo in parte minima, secondo i sindaci di casa nostra. «Il nostro comune ha ritenuto più giusto ricontrattare eventualmente in un secondo momento il rapporto con Iren - spiega Rivi - Se non davamo la disdetta entro luglio saremmo dovuti restare dentro al patto per altri due anni. Il nostro rappresentate istituzionale Alessio Mammi ha combattuto affinché i vertici dell’azienda dessero una svolta alla strategia. Ma a me sembra che nonostante gli sforzi, c’è chi sta decidendo anche per noi senza il nostro assenso».

Lo scatto in avanti di Fassino manda al macero anche la riunione a tre avvenuta poco più di una settimana fa con il sindaco di Genova Marco Doria e quello di Reggio. Proprio Luca Vecchi aveva allontanato l’idea della fusione con A2A per la creazione di una super Iren. Salvo poi venire smentito dalle dichiarazioni di questi giorni di Fassino, che ha aperto un dialogo a distanza con il sindaco di Milano - azionista di A2A - Giuliano Pisapia. «Non sono d’accordo con quanto dichiarato da Fassino - dice Vecchi - a Reggio siamo contrari alla creazione di una multiutility del nord».

Come avverrà la resa dei conti al vertice non è ancora cosa nota. Gli unici fatti evidenti, oltre all’uscita dal patto di Castellarano e Parma, sono la recente vendita di un pacchetto di azioni non vincolate da parte di Cavriago (circa 500mila euro negli ultimi due anni) e quella già avvenuta da parte di Boretto per 160mila euro. Operazioni più blande, queste due - restano nel patto di sindacato - necessarie per pagare le spese per strutture e servizi. Ma il fronte, ormai, sembra aperto.

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