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Eterologa, la Regione: «Adesso si può partire»

Eterologa, la Regione: «Adesso si può partire»

Emanate le linee guida per i 21 centri di procreazione assistita. I cicli a carico del Servizio sanitario saranno tre per le donne fino a 43 anni

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REGGIO EMILIA. L’assessore regionale alla sanità, il reggiano Carlo Lusenti aveva garantito tempi rapidi per colmare il vuoto normativo dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulla fecondazione eterologa. Ed è stato di parola: la giunta regionale ha licenziato la delibera con le principali linee guida, che ora sono operative nei 21 centri autorizzati alle pratiche di fecondazione medicalmente assistita.

LA MAPPA DEI CENTRI (Cliccando sul menu a tendina in alto a sinistra è possibile vedere l'elenco delle strutture)

«Abbiamo mantenuto l’impegno preso a metà agosto – osserva Lusenti - quando sostenevamo che su un tema così delicato era necessario intervenire subito entro i primi di settembre, per rendere esigibile pienamente e in modo omogeneo un diritto riconosciuto da una sentenza della Corte Costituzionale. Quell’impegno è stato rispettato: il 4 settembre le Regioni hanno condiviso e approvato gli indirizzi operativi, e ora la Giunta ha adottato la delibera regionale».

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Per la fecondazione eterologa, come per l’omologa - spiega una nota della Regione - le prestazioni sono a carico del Servizio sanitario regionale con il limite massimo di 43 anni per le donne riceventi e un numero massimo di tre cicli da effettuare nelle strutture pubbliche. La compartecipazione alla spesa (ticket) del cittadino è prevista solo per gli esami diagnostici e di valutazione dell’idoneità della coppia, precedenti all’avvio dell’iter. Gratuita e volontaria è la donazione, così come gli esami e i controlli che devono effettuare donatori e donatrici. I donatori maschi devono avere un’età tra i 18 e i 40 anni, le donatrici tra i 20 e i 35 anni.

In Emilia-Romagna sono 21 i centri autorizzati (10 pubblici e 11 privati) per le tecniche di procreazione medicalmente assistita (pma). Tutte le strutture che eseguono procedure di pma possono già accogliere le coppie per avviare il percorso di fecondazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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