Il chitarrista degli “Skunk Anansie” registra un album con il reggiano Pier Bernardi
Ace in questo periodo vive a Sant’Ilario per partecipare alle registrazioni del primo lavoro da solista del bassista reggiano, a Correggio
SANT’ILARIO (Reggio Emilia). Da Londra alla via Emilia, sulle orme della passione musicali e delle affinità fra strumentisti. In questi giorni Sant’Ilario ha un abitante molto speciale, magari non identificabile subito dal volto, Martin Kent in arte Ace. Basta però spiegare che si tratta del chitarrista degli Skunk Anansie, band britannica con vent’anni di carriera, e molti occhi si illuminano.
Ace è ospite di Pier Bernardi, bassista ed insegnante originario del paese sulla via Emilia, in questo momento impegnato nelle registrazioni per il suo primo album da solista assieme al produttore Giovanni Amighetti. Dorme a casa di Bernardi e insieme, ogni giorno, raggiungono lo studio scelto, il Dude di Correggio, una struttura di alto livello ben conosciuta anche perché spesso utilizzata da Luciano Ligabue.
Ace è stato chiamato per fornire il suo approccio rock al lavoro del bassista santilariese.
«Quando abbiamo pensato ad un nome per le parti di chitarra del disco, Ace è stato uno dei primi in elenco. Abbiamo provato a contattarlo ed ha risposto subito di sì, con grande entusiasmo», raccontano Bernardi ed Amighetti.
«E’ la comodità delle tecnologie moderne, con Facebook siamo sempre connessi in tutto il mondo, questo è sicuramente un fattore importante, in poco tempo ci siamo sentiti e ci siamo messi d’accordo. Quando mi hanno chiesto di collaborare ero contentissimo, sono sempre contento quando si tratta di fare musica», sorride Ace.
Vitalissimo, sempre sorridente, propositivo, non conferma certo alcuni stereotipi sulle star irraggiungibili che la mitologia rock ama coltivare. È un fiume di parole, letteralmente, chiede chiarimenti sul cibo, sul paese, sulla musica. Certo, alternati ad aneddoti che pochi possono permettersi, come quelli sui tour, i palchi e le feste condivise con U2, Pearl Jam, Lemmy. E decine di altri. «Adoro l’Italia, è una delle nazioni dove abbiamo avuto successo dall’inizio, come Skunk Anansie, e dove il pubblico è sempre stato molto caldo. E dove torniamo sempre volentieri a suonare, c’è sempre entusiasmo nei nostri confronti», dice il chitarrista.
Molto contento, dopo le prime sessioni, anche del lavoro con Bernardi: «Siamo tutti molto liberi, siamo musicisti che vogliono esprimersi e “parlarsi” con gli strumenti. È molto stimolante, a volte funziona meglio così rispetto a quando si suona sempre con la stessa band», ragiona.
«Non ci conosciamo, dal punto di vista musicale, e quindi siamo liberi di provare e dialogare. Quando si è sempre con le stesse persone, ci si conosce a fondo e dopo un po’ si rischia di ripetersi, di cercarsi seguendo le solite strade. Qui non è così, ed è molto eccitante».
Ace non ha esitato ad accettare la proposta emiliana. «Suonare per me è la cosa principale, scambiare esperienze, conoscere altri musicisti. Siamo tutti molto impegnati, certo, ma si tratta solo di trovare gli incastri per i tempi. Per il resto, io sono sempre pronto ad andare e a suonare, non è mai un problema per me, quando ho visto il messaggio di Giovanni e Pier ero entusiasta. Oltretutto per una proposta diversa dal solito, per me, ed è uno stimolo ulteriore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
