Grillo lancia le primarie del M5S in Emilia Romagna
L'ironia sul Pd: «Ma un candidato non indagato e sconosciuto alle procure non ce l’avete?» Sei posti per i candidati reggiani
REGGIO EMILIA. «Ma un candidato non indagato e sconosciuto alle procure non ce l’avete?». Lancia le consuete candidature online. E subito attacca il Pd, ironizzando sul blog per la vicenda giudiziaria che vede coinvolti Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, senza tuttavia fare alcun cenno ad Andrea Defranceschi, consigliere regionale uscente del M5S finito al pari degli altri capigruppo dell’Assemblea Legisltaiva nell’inchiesta sulle spese pazze in Regione.
Parte anche nel Movimento 5 Stelle la sfida in vista delle prossime elezioni regionali. Il via libera, ieri mattina, sul blog di Beppe Grillo, dove sono state aperte ufficialmente le candidature, riservate agli “iscritti certificati”, ovvero a coloro che risultano iscritti sul portale al 31 dicembre dello scorso anno. Sei i posti in lista per i reggiani, tre uomini e tre donne, che verranno scelti sulla base delle candidature avanzate entro questa notte, a mezzanotte, quando scadrà il termine per avanzare le proposte. Fino a sabato, invece, per i candidati sarà possibile inserire il proprio video e le altre informazioni di presentazione. I candidati saranno poi divisi in “listini” a seconda della provincia, e votati dai residenti dei singoli territori.
Così saranno selezionati i 50 nomi che comporranno la lista M5S alle prossime regionali, tra i quali, al secondo turno di votazioni online, sarà scelto il candidato presidente. Una tornata di “primarie” online alla quale non parteciperà Andrea Defranceschi, unico consigliere M5S in Regione. Tra i requisiti di presentazione, infatti, sul blog si spiega che il candidato «non dovrà avere riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive nè essere inquisito». Un problema per Defranceschi, che risulterebbe indagato dalla procura di Bologna insieme agli altri capigruppo in Regione nell’ambito dell’inchiesta sulle spese pazze (anche se non avrebbe ancora ricevuto alcuna comunicazione dalla Procura).
E, proprio sull’inchiesta della Procura di Bologna e sulle primarie Pd, ieri non è mancato un post pungente di Beppe Grillo. «L’ex presidente Pd della Regione, Vasco Errani – si legge sul blog del leader del M5S – si è dimesso dopo la condanna per falso ideologico. Le sue dimissioni hanno causato le elezioni anticipate che si svolgeranno il 23 novembre. A queste elezioni il Pd ha prima annunciato le primarie tra Richetti (attualmente deputato) e Bonaccini. Adesso entrambi sono indagati per peculato nelle inchieste sulle spese pazze dei consiglieri regionali in Emilia-Romagna. Il primo (per ordine di scuderia o per pudore?) si è ritirato, l’altro (l’indagato preferito?) no. La logica è semplice: sostituire un condannato con un indagato e lasciare che il tempo faccia la sua parte, sulla pelle dei cittadini. Ma un candidato non indagato e sconosciuto alle procure non ce l’avete?».
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