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Marco Narcisi ci riprova al “Tor des Geants”

Marco Narcisi ci riprova al “Tor des Geants”

Il 60enne podista torna in Val d’Aosta. L’anno scorso s’arrese a 30 chilometri dal traguardo

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CORREGGIO. E' in corsa Marco Narcisi per arrivare al traguardo del “Tor des Geants”. La gara, che si sta svolgendo in Valle d’Aosta con un percorso che si snoda lungo le due Alte Vie della Valle d'Aosta con partenza ed arrivo a Courmayeur, terminerà il 14 settembre anche se in questi giorni in molti stanno abbandonando la gara. Coi suoi 330 km a 24000 metri di dislivello positivo, la competizione è certamente una delle più difficili da affrontare per l'atleta corregese che lo scorso anno si era ritirato, a causa di un problema fisico, a St Rhemy, a soli 30 km dall’arrivo.

Narcisi, classe 1954, è l’unico correggese iscritto al Tor des Geants e uno dei pochi reggiani a non aver ancora gettato la spugna. Fabbro, gestisce una ditta con i fratelli ed ogni giorno monta serramenti e impianti di alluminio dividendo la domenica tra le sue grandi passioni e cioè gli allenamenti in bici e a piedi. Ha portato a termine varie gare di ciclismo tra cui la Paris- Brest-Paris in Francia di 1250 km e la Madrid-Gijon-Madrid in Spagna ed attualmente ha all’attivo diverse gare di podismo su strada oltre che a trail in montagna. Un ragazzo timido ma tosto, lo descrivono gli amici, che in questi giorni - proprio come accadde lo scorso anno - lo stanno seguendo online sui canali ufficiali della manifestazione. Per seguirlo passo passo nella sua impresa hanno anche creato un gruppo Facebook (“Sosteniamo Marco Narcisi”) con commenti in tempo reale sul suo percorso.

«Al Tor des Geants tutti hanno accompagnatori e amici che li seguono – racconta l’amica Rosanna Bandieri che ha promosso il gruppo Facebook – invece lui questa impresa l'ha intrapresa da solo, trovandosi a camminare di notte a 2700 metri, con una temperatura che sfiorava lo zero e solo una pila frontale a scalar montagne. La sua gara lo scorso anno purtroppo è terminata a soli 30 km dall’arrivo a causa di una schiena devastata che non gli permetteva più nemmeno di stare in piedi. Per noi è stato comunque un gigante, un grandissimo, e siamo fiduciosi che quest’anno invece arriverà al traguardo».

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