Nuovo look per l’oratorio parrocchiale
Cavriago: ristrutturate le sale, l’ex teatrino e l’alloggio per i sacerdoti o gli eventuali custodi
CAVRIAGO. Il teatrino parrocchiale dove tanti cavriaghesi hanno trascorso la loro infanzia e adolescenza presto riaprirà e l’intero oratorio si mostrerà in una nuova veste. Diverse sono le novità per l’area del “Gran Pino” adiacente a Piazza Zanti.
Dopo diversi anni di lavori, è pronta a mostrare il suo nuovo look. Grande è la soddisfazione di Don Claudio Gonzaga: «Sono molto contento, è un intervento importante per la nostra comunità. Spero che l’oratorio diventi sempre più un luogo di riferimento e aggregazione, in particolare per i giovani. Le attività saranno potenziate e questo luogo dovrà diventare più efficiente, ecco che sarà necessario l’impegno da parte di tutti».
Non è stata fissata per ora una vera e propria inaugurazione, «bisognerà aspettare ancora un po’ perché alcune cose devono essere ancora messe a punto, tuttavia durante la sagra di San Terenziano che si svolge questo fine settimana sarà già possibile vedere il nuovo salone polivalente».
A seguire i lavori sono stati l’architetto Giancarlo Grassi, assessore alle politiche di gestione del territorio e del patrimonio del Comune di Cavriago, e il geometra Carlo Campanini. E’ Grassi a raccontarci qualcosa di più di questo intervento ormai concluso.
Quando sono iniziati i lavori?
«Circa tre anni fa e hanno riguardato il recupero dei tre piani con le aule per il catechismo e gli alloggi, l’inserimento di un ascensore esterno e il recupero a uso di salone polivalente del vecchio teatro parrocchiale. La struttura, risalente al 1963, presentava spazi e dotazioni non più a norma, in particolar modo il teatrino era completamente inutilizzabile».
Che lavori avete fatto?
«C’è stata una completa ristrutturazione dei tre piani dell'edificio. Sono stati rinnovati pavimenti, impianti, serramenti e tutto ciò che serviva a rendere quegli spazi più aggiornati e confortevoli e il loro collegamento col salone polivalente e i locali dell’ex bar. Ora siamo alle rifiniture».
E il teatrino?
«Il teatrino sarà un salone da destinare a varie attività: spettacoli, conferenze, mostre e altri momenti di aggregazione. Abbiamo cercato di fornirlo di una dotazione impiantistica di base e di predisporlo per ogni altra necessità».
Gli appartamenti come verranno gestiti?
«L’uso degli appartamenti, che sono due, è vincolato alle necessità pastorali del complesso. Per ora non sono state prese decisioni sull’utilizzo, certo potrebbero essere l’alloggio ideale per una persona o una famiglia che volesse occuparsi della custodia e in qualche modo di parte della gestione del complesso».
Per anni a piano terra c'è stato un bar, riaprirà?
«I locali dell’ex bar Gran Pino non sono stati oggetto di ristrutturazione, potrebbe ripartire ma ad esclusivo servizio delle attività dell’oratorio».
Il progetto, fortemente voluto da don Corrado Botti, è stato portato avanti e realizzato con convinzione da don Claudio Gonzaga, che gli è subentrato poco prima dell’inizio dei lavori. I costi, al completamento, saranno vicini al milione di euro, coperti per metà da un contributo della Cei ottenuto dalla Diocesi di Reggio.
Per la rimante metà la parrocchia ha dovuto accedere a fondi propri che, tuttavia, non sono sufficienti a coprire completamente l'ammontare delle spese, «per questo sarà necessario l’aiuto di tutti».
Cristina Fabbri
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