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«Pagati in nero e poi licenziati al telefono»

«Pagati in nero e poi licenziati al telefono»

La protesta di 40 lavoratori (8 di Castellarano) a Modena. Accuse ad una coop. L’azienda li riprende

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CASTELLARANO. Lasciati a casa con una telefonata, intorno alle 21 di martedì, dopo avere ricevuto, per mesi, buona parte dello stipendio in “nero”.

Con questa motivazione ieri è scattata la protesta per una quarantina di lavoratori della Adm di via dell’Artigianato 25, a Camposanto, in provincia di Modena, ditta specializzata in serbatoi per filtri, 32 dei quali sono impegnati nello stabilimento di Camposanto, e 8 a Castellarano.

I lavoratori davanti allo stabilimento modenese hanno spiegato di avere contattato i Cobas alla fine di luglio per denunciare varie irregolarità nelle buste paga, orari di lavoro con un totale di ore eccessivo e, pur avendo tutti lo stesso contratto, la situazione di ogni dipendente è un caso a sé stante. Ieri si sono recati alla Guardia di finanza di Mirandola e i Cobas hanno scritto una lettera all’Ispettorato del lavoro.

I dipendenti sono stati collocati all’Adm da una coop di Camposanto, la AI 3 Service, che, martedì sera ha loro comunicato telefonicamente di stare a casa l’indomani.

«Lo abbiamo fatto perché ce l’ha chiesto la proprietà – afferma Tahiri El Orche, impiegato di AI 3 Service, che ieri si trovava davanti ai cancelli con Idris Taher, della stessa cooperativa –. Il datore di lavoro ci ha detto che ci sono alcuni elementi fra i lavoratori che sono indisciplinati». Dopo la protesta. però, il titolare di Adm ha deciso che i dipendenti da oggi potranno ritornare a lavorare.

«Poi si vedrà come andrà l’incontro del 18 settembre, alla Cna a Modena, tra noi e la proprietà di Adm, che seguirà un incontro ufficioso avvenuto ieri per riportare dentro i lavoratori – spiega Simone Carpeggiani, coordinatore del Sindacato Intercategoriale Cobas –. Nel frattempo, stiamo aprendo una vertenza contro la cooperativa, che verrà inviata per conoscenza all’azienda, per irregolarità nei conteggi delle buste paga. Da caso a caso ci sono situazioni da verificare e, com’è abitudine tra le cooperative, per metà stipendio viene usata la trasferta Italia, che per l’azienda è una somma esentasse, per il dipendente significa compenso senza contributi. Due settimane fa avevamo fatto un accordo con la cooperativa che prevedeva, tra l’altro, il rispetto del contratto nazionale, i passaggi di livello con gli scatti di anzianità. L’accordo non è stato rispettato». Nel frattempo pare che la proprietà voglia trasferirsi o espandersi in un capannone vicino, ha assicurato che considererà con attenzione il caso. Ieri sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno preso le generalità di alcuni partecipanti al presidio e puntato a preservare l’ordine pubblico con l’aiuto della polizia municipale.

Serena Arbizzi

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