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Terim, prorogata la cassa integrazione

Terim, prorogata la cassa integrazione

Rubiera: ammortizzatori sociali per i 307 lavoratori, tutti in attesa della ricollocazione o di un acquirente per l’azienda

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RUBIERA. Prolungata fino a fine anno la cassa integrazione per gli operai della Terim. Novità positive per i lavoratori dell’azienda rubierese che, dal 16 settembre vedranno rinnovata la cassa integrazione ministeriale in deroga fino al 31 dicembre prossimo. Il provvedimento riguarda tutti i 307 lavoratori della fabbrica reggiana e modenese, ferma dal 2011 e alle prese con un sempre più difficile piano di ristrutturazione e vendita del comparto industriale.

L’accordo è stato trovato martedì, al termine di una lunga vertenza che ha visto impegnata la Fiom-Cgil di Reggio e Modena, rappresentanti della Regione Emilia Romagna, delle Province di Reggio e Modena, il Comune di Modena e le Rsu della Terim. Il nuovo accordo prolunga di altri tre mesi la cassa integrazione che era stata concessa a luglio ai lavoratori dell’azienda di elettrodomestici.

«Questi ulteriori mesi di ammortizzatore conservativo - affermano Enrico Folloni della Fiom-Cgil di Reggio e Cesare Pizzolla della Fiom-Cgil modenese – sono sicuramente un risultato importante per la tutela del reddito dei lavoratori e consentono di dare ancora ossigeno a lavoratori messi a dura prova da anni di cassa, con una integrazione al reddito di circa 750 euro al mese».

Nonostante il prolungamento del contributo per gli operai, la situazione delle famiglie coinvolte nel fallimento dell’azienda resta ancora molto difficile. «Il solo ammortizzatore reddituale non è però sufficiente – proseguono i rappresentanti della Fiom – perché l’assenza di lavoro, che dura ormai da tanti anni, sta determinando per diversi lavoratori situazioni di vera e propria indigenza: alcune famiglie hanno dovuto ricorrere all’aiuto di assistenti sociali comunali, altre ancora hanno fatto ritorno ai loro paesi d’origine».

Oltre ai risvolti sociali, il problema più grave che pesa sul futuro degli operai della Terim resta però quello del lavoro. La fabbrica di elettrodomestici, che nel 2008 impiegava oltre 450 operai nei suoi stabilimenti di Rubiera e Baggiovara di Modena, non ha ancora trovato un acquirente e al momento all'orizzonte non si profilano soluzioni di breve periodo.

Tramite il tavolo istituito dal Comune di Modena proseguono i contatti per discutere della vendita della società o di alcuni rami d’azienda, così come per la ricollocazione degli operai in altre aziende del territorio, ma al momento non è ancora possibile parlare di trattative vere e proprie.

Lo scorso anno l’azienda era sembrata vicina a riaprire i battenti quando era arrivato l’egiziano Faroud Khaled, che per mesi aveva discusso con sindacati e parti in causa, senza però arrivare a concludere la trattativa per far ripartire la fabbrica. Altri soggetti si erano poi interessati, senza però avanzare mai proposte concrete.

I sindacati confidano che «questo ulteriore lasso di tempo, reso possibile dal rinnovo degli ammortizzatori, possa da qui alla fine dell’anno consentire alle parti coinvolte – Regione, Provincia, sindacato, Comune di Modena – di trovare le soluzioni utili a garantire la ricollocazione dei lavoratori, per offrire ai “cassintegrati” di lungo corso nuove opportunità di lavoro».

Daniele Valisena

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