Gazzetta di Reggio

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Trattoria svaligiata per la seconda volta

di Elisa Pederzoli
Trattoria svaligiata per la seconda volta

I ladri hanno preso tutto il vino, a giugno erano “volati” 10 mila euro di macchinari. Il proprietario: «Saccheggio continuo»

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REGGIO EMILIA. «Due furti nel giro di pochi mesi. E un saccheggio continuo alle auto dei soci parcheggiate qui davanti. Non se ne può più. Masone ormai è presa di mira, bersagliata. Qualcuno faccia qualcosa».

A parlare è Paolo Paderni, proprietario della trattoria “Al vecchio tiglio” di Masone. Esasperato, dopo che i ladri sono tornati a fargli visita. «Sono entrati dalla porta secondaria, dopo averla forzata. E poi hanno fatto man bassa di bottiglie di vino: Prosecco, Moscato bianco, Lambrusco e tanti altri. Ne avranno prese almeno 70/80 bottiglie per oltre mille euro di valore. Le hanno messe dentro ad alcuni cestelli che avevamo in cantina e con questi se le sono portate via».

Il fatto è che non è nemmeno la prima volta. «All’inizio dell’estate, i danni furono anche di più: almeno 10mila euro – prosegue – Si erano portati via macchinari da cucina: dall’impastatrice, al robot per fare i sorbetti e tanto altro».

Furti notturni che mettono in difficoltà la stessa attività, ma anche un saccheggio continuo che avviene in pieno giorno, mentre i clienti sono seduto al ristorante o impegnati nelle attività dell’adiacente campo da golf.

«Spaccano i vetri e prendono tutto quello che c’è sulle macchine. Un ladruncolo lo abbiamo cacciato via appena l’altro giorno: lo abbiamo visto aggirarsi intorno alle auto» racconta.

Pochi giorni fa, poi, a rimanere vittima di un furto è stata la stessa titolare dell’attività, che abita a poca distanza: nel bottino televisore ed elettrodomestici.

«Voglio lanciare un appello – sono le parole di Paderni – per sensibilizzare l’opinione pubblica e le forze di polizia su quello che sta accadendo in questa parte di città. Abbiamo bisogno di maggiore sorveglianza: anche la vigilanza privata, alla fine, può poco perchè aspettano che se ne vadano per colpire. E anche l’allarme non è più un deterrente. Noi, non ne possiamo davvero più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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