Troppo solo ai domiciliari, chiede di tornare in cella
L’uomo è evaso da casa per presentarsi in questura con la curiosa richiesta. Il tribunale ha accolto la sua richiesta ed è stato riportato in carcere come voleva
REGGIO EMILIA. Si è presentato spontaneamente al posto di guardia della questura. Una valigia in mano. E una richiesta al quanto insolita: “Riportatemi in carcere, non voglio più restare da solo ai domiciliari”.
E’ la curiosa vicenda che arriva da via Dante. E che ha visto un uomo essere portato in cella, forse per la prima volta per sua stessa decisione.
Tutto succede alle 20 di lunedì. E’ a quell’ora che gli agenti del posto di guardia si sono trovati davanti l’uomo, di origine marocchina.
Da qualche tempo, dopo un arresto, era ristretto nella sua abitazione in regime di arresti domiciliari. Una condizione privilegiata, quella che consente a una persona di scontare la sua pena con più agi rispetto alla cella affollata di un carcere. Ma certo con una limitazione: quella di non poter uscire di casa e non poter incontrare nessuno.
Evidentemente, al marocchino questa condizione ha iniziato a pesare sempre più. Al punto da fargli prendere la decisione che i più non si aspetterebbero: quella di tornare in galera. Invece, lui l’ha presa. Ha fatto la valigia ed è evaso dall’abitazione. Ma per poco: il tempo di consegnarsi spontaneamente in questura, spiegare la situazione. Chiedere di essere portato alla Pulce.
Gli agenti si sono guardati stupiti. Hanno fatto le telefonate che dovevano, hanno chiamato il tribunale per informarli della cosa. Alla fine, la decisione è stata rispettata e il marocchino è tornato dove voleva: in cella. Senz’altro non è più da solo.
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