Banche ancora sull’altalena
Piazza Affari ha ridotto ieri il calo nel finale, con l'indice Ftse Mib in flessione dello 0,23% a 21.092 punti, dopo essere sceso sotto quota 21.000 in giornata, tra scambi in ripresa per 2,5...
Piazza Affari ha ridotto ieri il calo nel finale, con l'indice Ftse Mib in flessione dello 0,23% a 21.092 punti, dopo essere sceso sotto quota 21.000 in giornata, tra scambi in ripresa per 2,5 miliardi di euro di controvalore. Sul paniere dei grandi titoli ha prevalso il segno meno, con A2a (-2,49%) in picchiata. Crisi Ucraina e conseguente inasprimento dei rapporti commerciali tra Unione Europea e Russia, venti di guerra in Iraq e Siria, referendum scozzese e dati macroeconomici scadenti: sui mercati finanziari continua ad aleggiare una serie di nuvole nere che induce gli operatori alla massima prudenza. Quotazioni in stallo o cedenti anche all’interno della scuderia reggiana. Tra i finanziari di casa nostra MontePaschi arretra di oltre un punto percentuale mentre si mostrano disponibili alle dimissioni dal Cda due membri in quota Fondazione. Sotto pressione anche Credito Emiliano, il Banco Popolare invece racimola un frazionale rialzo che consente alla quotazione di acciuffare i 13 euro tondi. Seduta apatica e variazione negativa di circa mezzo punto per la Pop.Emilia a 6.535 euro. Clima indolente ed assenza di compratori anche per gli industriali con l’eccezione di una Eukedos in grande spolvero che balza del 9.83% oltre la soglia dell’euro. Penalizzate dai realizzi Interpump ed Iren.
a cura di Luca Caffarri
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