Ccpl, via libera alla cassa integrazione per 62 impiegati
Firmato ieri l’accordo: in parte saranno ricollocati nelle controllate. Incentivi all’esodo per 25 persone
REGGIO EMILIA. Tutti gli impiegati amministrativi del Ccpl sc (società cooperativa) di via Gandhi sono in cassa integrazione. Un atto già annunciato nei mesi scorsi, diventato effettivo ieri con la firma da parte dei sindacati dell’accordo di cassa straordinaria per un anno in capo a 62 colletti bianchi della capogruppo che controlla la cooperativa industriale impegnata in un pesante piano di risanamento. Gli uffici di via Gandhi verranno “svuotati” e gli impiegati saranno ricollocati nelle galassia delle controllate. Come indicato nel piano preliminare abbozzato dopo l’annuncio della maxi perdita da 101 milioni di euro, tutte le attività della società cooperativa saranno dirottate in Ccpl spa, che diventa l’organo operativo.
Al momento ci sarebbe posto per 37 ricollocazioni, anche se i numeri non sono ancora confermati. In bilico restano altri 25 lavoratori, per i quali verrà aperta la mobilità volontaria con un incentivo all’esodo pari a 9 mesi di stipendio, erogati in base alla qualifica e al livello. Alcuni di questi avrebbero già intenzione di interrompere il rapporto di lavoro con la cooperativa. Altri saranno accompagnati verso percorsi di riqualificazione. Nel caso in cui il piano di riassorbimento del personale non andasse a buon fine entro la fine dell’anno, l’accordo siglato in Provincia prevede la possibilità di chiedere un secondo periodo di ammortizzatori al ministero.
In realtà, però, oltre ai 62 cassintegrati ci sarebbero cinque dirigenti, il cui destino non è appannaggio dei sindacati. Per loro, probabilmente, potrebbe esserci il licenziamento, partita in mano al presidente Lino Versace e al direttore generale della spa Andrea Imbriani. Il Ccpl si è impegnato anche ad anticipare l’assegna di cassa integrazione, agevolando così il passaggio traumatico dalla scrivania a casa degli impiegati.
Con questo accordo si chiude un’era, quella targata Ivan Soncini, che aveva chiamato a se un numero giudicato ora eccessivo di lavoratori all’interno dell’apparato amministrativo centrale. Il processo di snellimento dovrà andare di pari passo con la road map del risanamento. Prima di presentare il piano industriale triennale, Versace e Imbriani devono attendere di conoscere l’entità della multa alla controllata Coopbox da parte dell’Antitrust europeo.
La cifra messa a bilancio per la multa è di 45 milioni di euro. Le altre due patate bollenti si chiamano Gesta ed Energy Group. La prima, società di gestione del calore, dovrebbe passare nelle mani di Coopservice (chiamata anche ad assorbire alcuni lavoratori del Ccpl). La seconda si occupa della vendita di carburanti, e vedrà nuovi investimenti affiancati a una maggiore razionalizzazione della gestione, che sarà valutata da Imbriani insieme agli attuali dirigenti, per poter recuperare i margini necessari.
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