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L’antica fiera dei tori resta... senza toro: proteste a Cavriago

L’antica fiera dei tori resta... senza toro: proteste a Cavriago

Il servizio veterinario ha vietato l’esposizione di Bart. La Proloco: assurdo. Il vicesindaco: chiediamo chiarimenti

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CAVRIAGO. Antica fiera dei tori… senza toro. Una legge regionale prevede che gli animali impiegati per la pubblicità sono assimilati agli animali da compagnia, pertanto non possono essere utilizzati come attrazione per il pubblico. Così prevede la legge alla luce della quale il Servizio di sanità pubblica veterinaria di Montecchio ha dato parere negativo all'esposizione del toro a Cavriago. Esposizione che avveniva da tempi immemori.

Inevitabile l’indignazione da parte della Proloco, che organizza la fiera. «E’ assurdo, siamo indignati. Mica facciamo corride! Ma la legge è legge, quindi la rispettiamo, anche se non condividiamo. Ma ci riserviamo di organizzare iniziative di protesta. In fiera non vedrete neanche la mostra dei conigli, vietati anche loro. Il toro sarebbe stato in un apposito recinto all’ombra del sagrato – precisano –. E’ forse per pubblicità che da tempo immemorabile a Cavriago si espone un toro alla fiera dei tori? Un toro di 16 quintali può essere definito un animale da affezione? Una fiera dei tori senza toro… è un po’ come fare il Festival di Sanremo senza i cantanti. Andare alla fiera dei cavalli e non vedere un cavallo».

Quindi domenica esporranno un toro finto con tanto di cartelli in cui spiegheranno alla gente perché, per la prima volta, non ci sarà quello vero. «Inviteremo poi la gente, in segno di protesta, a farsi un selfie col toro finto facendo le corna visto che non c’è il toro con le corna vere».

Spiegheranno così alla gente che «capiamo che ci sia bisogno di norme che tutelino gli animali, sono importanti ma a tutto c’è un limite. Bisogna pensare anche a tutelare le nostre tipicità, le nostre tradizioni contadine».

Sulla vicenda anche il vicesindaco Stefano Corradi interviene. «Al di là del diniego espresso dal Servizio veterinario dell’Usl, a cui, come amministrazione comunale, invieremo una specifica lettera di chiarimento, credo valga la pena fare una riflessione più in generale sulla vicenda. In fondo ciò di cui stiamo parlando potrebbe sembrare poca cosa rispetto a quanto ci circonda e in generale ai problemi con cui quotidianamente le nostre comunità si confrontano. Il fatto però è esemplificativo, credo, rispetto ad un sistema iper-normato nel quale non c'è spazio per le idee e la creatività, salvo poi assistere puntualmente a casi macroscopici di illegalità».

E continua: «La nostra Fiera dei Tori è sopravvissuta 200 anni e andrà avanti lo stesso anche senza il toro Bart. Vi sarà qualcuno che dirà che è incivile esporre un toro, così come inappropriato mangiare alcuni tipi di formaggi e salami tipici italiani. Tutto vero, però vi sono aspetti che fanno parte della nostra storia e tradizioni che nessuna norma potrà imbrigliare».

Nel ’97 anche la Rai venne a Cavriago a riprendere il toro Piero in piazza, con tanto di intervista a Orietta Berti. Stavolta invece bisognerà accontentarsi di un toro finto.

Cristina Fabbri

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