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Landini a Festareggio «Basta con i sacrifici»

Landini a Festareggio «Basta con i sacrifici»

REGGIO EMILIA. Scoppiettante dibattito mercoledì sera alla tenda centrale di Festa Reggio. Matteo Orfini, presidente dell’assemblea nazionale Pd e il reggiano Maurizio Landini, segretario...

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REGGIO EMILIA. Scoppiettante dibattito mercoledì sera alla tenda centrale di Festa Reggio. Matteo Orfini, presidente dell’assemblea nazionale Pd e il reggiano Maurizio Landini, segretario nazionale Fiom, complici le domande del caporedattore de La Stampa, Andrea Malaguti, e qualche interruzione del pubblico, sono riusciti a trasformare lo spazio dibattiti del Campovolo in uno stadio, con tifo ed applausi a scena aperta.

In particolare quando, rispondendo ad un signore in platea, Landini ha detto: «È da quando ero un ragazzo che si dice che bisogna fare dei sacrifici per risolvere questo e quest’altro problema. E io, di fare dei sacrifici, lo dico in dialetto così ci capiamo, “am son rot al bali”». Standing ovation.

«Non si può certo dire che quanto sta accadendo in queste ore in Emilia rappresenti la fine del modello emiliano – esordisce Orfini, chiamato a rispondere sulla vicenda delle indagini sui consiglieri regionali - Rispettiamo l’operato della magistratura, sono certo che Bonaccini e Richetti abbiano tenuto una condotta specchiata».

«Esiste una crisi della rappresentanza politica ed anche di quella sociale, mentre cresce il numero delle persone che non vanno a votare. Le primarie sono molto importanti, ma non possono sostituire la partecipazione», mette il dito nella piaga Landini, che ricorda come «in Emilia andremo alle elezioni anticipate perché il presidente Errani, pur non essendovi obbligato, ha ritenuto opportuno dimettersi anzi tempo per una sentenza in appello. I livelli di qualità della vita e dei servizi in Emilia sono alti, ma non possiamo pensare di essere esenti dai processi di crisi. Abbiamo bisogno di ritornare a pensare in grande».

I temi che Landini pone sul tavolo del governo, e sui quali, a suo parere, Renzi si gioca la credibilità, riguardano la riforma delle pensioni («non ci vuole un professore universitario per capire che avendo l’età pensionabile più alta di Europa i posti di lavoro per i giovani sarebbero ulteriormente diminuiti»), la lotta a corruzione ed evasione fiscale, l’introduzione del contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele progressive, la nascita di un’Europa sociale, l’utilizzo di quota parte dei capitali dei fondi pensione per investimenti nel nostro Paese, l’approvazione della legge sulla rappresentanza. «Se farà queste cose, i lavoratori e la Fiom saranno al suo fianco. Da solo Renzi non può cambiare il Paese: temo che con Alfano e Sacconi lo cambierà in peggio». Il famoso incontro con il premier infine, Landini ammette che c’è stato davvero: «Sono stato anche l’anno scorso da Letta, ma nessuno ne aveva scritto».

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