Cartelli pro Isis, l’autore è un pensionato di 74 anni
La Digos ne trova altri già pronti nel garage dove vive. E’ stato denunciato Il vice questore Capocasa: «E’ arrabbiato col Paese per il suo stato di indigenza»
REGGIO EMILIA. Settantaquattro anni, pensionato, senza fissa dimora ma solo un garage come casa. Ecco chi è l’autore dei cartelli pro Isis e contro i cristiani trovati appesi in città nelle ultime settimane.
Non si tratta di estremismo islamico, insomma. E nemmeno di una ragazzata. Quando del gesto di un uomo in difficoltà, seguito da servizi sociali. Arrabbiato con il nostro Paese, che accusa di essere responsabile del suo stato di indigenza cronica.
Lo hanno scoperto gli uomini della Digos, guidati dal dirigente Lucio Di Cicco. E’ stata un’intuizione, a portare alla svolta. «Gli investigatori guardando quei cartelli si sono ricordati di una grafia simile e di cartelli analoghi scritti qualche anno fa da un signore che aveva inscenato una protesta» ha spiegato in conferenza stampa il vice questore Cesare Capocasa. Così, lo sono andati a cercare e lo hanno trovato nel garage di Ospizio che da diverso tempo è diventato la sua casa. E qui hanno trovato le “prove” che a scrivere quei cartelli era stato proprio lui: ce ne erano infatti degli altri, pronti per essere appesi.
I messaggi sono dello stesso tenore di quelli appesi il 23 agosto in via Agosti e il 7 settembre in viale dei Mille: a favore dell’Isis, contro i cristiani. Gli investigatori hanno sequestrato pennelli, vernice, bombolette e anche dei lunghi pali estendibili con i quali l’anziano era riuscito ad appendere l’ultimo cartello sul filo che dà luce al cartello dell’attraversamento pedonale.
Ora, l’uomo è stato denunciato per il reato previsto dalla Legge Mancino con l’aggravante dell’apologia del terrorismo internazionale.
«Quei due cartelli erano stati presi in seria considerazione, visto lo scenario internazionale dove l’Isis, il califfato islamico che si autoproclamato lo scorso giugno, ha conquistato un terzo dell’Iraq e il gruppo terroristico è presente in Siria. C’era la necessità di individuare a breve l’autore, anche per le possibili emulazioni e le possibili ricadute sulla comunità islamica reggiana che non solo aveva preso le distanze ma era preoccupata per il clima che quei cartelli potevano creare» dichiara Capocasa. Invece, era un uomo solo, che si sente abbandonato dal Paese e dalla sua città.
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