Gazzetta di Reggio

Reggio

Crac granata, chiusa anche la causa civile

di Tiziano Soresina
Crac granata, chiusa anche la causa civile

Amministratori e sindaci revisori del vecchio club hanno pagato una transazione da 390 mila euro

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Si è chiuso anche l’ultimo strascico giudiziario connesso al fallimento della vecchia Reggiana, cioè la causa civile di risarcimento-danni intentata dal curatore fallimentare Adolfo Barbieri nei confronti di nove fra componenti del consiglio di amministrazione e dell’organo di controllo del club granata ora defunto .

Emerge chiaramente dal rendiconto della gestione presentato martedì in tribunale dal curatore fallimentare al giudice Luciano Varotti come atto conclusivo (non vi sono state obiezioni, da qui l’approvazione) che ha mandato agli archivi il clamoroso crac della società granata che infiammò l’estate di nove anni fa.

Nel rendiconto rientra, infatti, quanto incassato (390mila euro) a titolo risarcitorio dal vecchio club in fallimento da amministratori e sindaci che, con un accordo transattivo, hanno così messo la parola “fine” alla causa civile. Una transazione che ha previsto il pagamento a rate (l’ultima è scaduta il 30 giugno scorso). “La proposta transattiva – scrive nel rendiconto il curatore Barbieri – è stata ritenuta conveniente per la procedura fallimentare (390mila euro la cifra pagata, a fronte di una richiesta di 4 milioni e 600mila euro, ndr) tenuto conto sia dell’incertezza degli esiti della causa, sia dei lunghi tempi prevedibili per la sentenza definitiva”.

La transazione è stata affrontata – in solido – dalle nove persone coinvolte: gli allora amministratori granata Ernesto Foglia, Nando De Napoli, Federico Spallanzani, Claudio Zambelli, Pietro Leonardi e Mario Ghiacci, nonché i sindaci revisori Alfredo Ferrarini, Franco Tranquilli e Luca Reverberi. Nella causa civile il curatore fallimentare (rappresentato dall’avvocato Piero Fornaciari) ha contestato la cessione di quote della Mirabello 2000 alla Foglia srl (ammontante ai citati 4,6 milioni di euro). Una vendita che il curatore Barbieri ha ritenuto fittizia: entrambe le società facevano capo a Foglia e l'operazione sarebbe stata necessaria per poter registrare la plusvalenza a bilancio ed avere così i requisiti per poter iscrivere la Reggiana al campionato 2004-2005 (in serie C1). L'atto di cessione è datato 28 marzo 2004 e il bilancio fu approvato il 30 giugno di quell'anno. Sul versante penale dei sette finiti sotto processo per il crac granata, l’unico a pagare è stato Foglia che nell’ottobre 2010 ha patteggiato 4 anni e 10 mesi di reclusione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google