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Il tweet di Renzi dà il via al duello

di Evaristo Sparvieri
Il tweet di Renzi dà il via al duello

Il premier ai magistrati: «I candidati li scelgono i cittadini» Bonaccini, la Procura prende tempo. Sarà ascoltato Richetti

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REGGIO EMILIA. Matteo Renzi “blinda” le primarie con un tweet, lanciando un velato messaggio alla magistratura: «I candidati li scelgono i cittadini, non soggetti esterni». Sulla richiesta avanzata dal legale di Stefano Bonaccini, indagato per peculato nell’ambito dell’inchiesta sulle spese pazze del Consiglio regionale, la Procura di Bologna prende tempo. Il suo ex sfidante, Matteo Richetti, indagato al pari di Bonaccini, fa intanto sapere che sarà ascoltato dai pm entro metà della prossima settimana, probabilmente mercoledì, il giorno dopo la convocazione della direzionale nazionale del partito, ormai sull’orlo di una crisi di nervi. Non accenna a placarsi la bufera che sta investendo il Pd emiliano-romagnolo, alle prese con un’inchiesta che ha completamente sparigliato le carte nella lunga corsa per la elezioni regionali. A cercare di mettere un punto fermo, ieri mattina, un tweet del premier Matteo Renzi, che ha sgomberato per l’ennesima volta il campo dall’ipotesi di un ribaltone dell’ultimo minuto, ribadendo l’intenzione di procedere con le primarie: «In Emilia-Romagna vinca il migliore». E così, scaduto il tempo della presentazione delle candidature, a meno di ulteriori colpi di scena la corsa sarà a due: da un lato l’ex sindaco di Forlì, Roberto Balzani, dall’altro lo stesso Bonaccini, che giovedì sera avrebbe incassato il via libera dal partito nazionale, ma che resta in attesa di un pronunciamento della Procura di Bologna sull’istanza presentata dal suo legale, Vittorio Manes. Dopo il confronto in Procura di mercoledì scorso, infatti, Manes ha chiesto lo stralcio della posizione del segretario regionale Pd dall’inchiesta bolognese, nella quale vengono contestati a Bonaccini cene, pranzi e rimborsi chilometrici per circa quattromila euro nell’arco di 19mesi, da maggio 2010 a fine 2011. Una richiesta avanzata nel tentativo di stringere i tempi in vista dell’appuntamento del 28 settembre, con l’obiettivo di arrivare ad un’archiviazione almeno entro il prossimo 23 novembre, data fissata per il voto in Regione. Proprio dalla Procura di Bologna, intanto, ieri hanno chiarito che nè per Bonaccini nè per Richetti c’è stata alcuna corsia preferenziale per ottenere risposta sulle istanze di certificazione ex articolo 335 del codice di procedura penale, che consente di poter verificare se ci sono indagini a proprio carico, le cui richieste sono state all’origine della bufera politica. Al contrario, i tempi rapidi rientrano semplicemente in una disposizione del procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso, con la quale da luglio scorso è stata stabilita una sensibile velocizzazione dei tempi di risposta. Quanto a Matteo Richetti, al quale la Procura contesta spese per circa cinquemila euro, verrà ascoltato entro metà della prossima settimana: «Voglio ribadire che il mio operato in Assemblea regionale è sempre stato trasparente e rispettoso delle regole e delle istituzioni – afferma il parlamentare Pd – nel pieno rispetto dell’attività di indagine che i magistrati stanno svolgendo con grande impegno e professionalità, potrò chiarire la correttezza del mio comportamento e dimostrare che ogni cifra che mi viene contestata trova pieno riscontro nello svolgimento della mia attività politica e istituzionale».

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